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Una ruspa che schiaccia i migranti: è polemica sul gioco che Apple ha dovuto rimuovere dal suo App Store

Ruspadana è uno dei tanti giochi disponibili sull’Apple Store, peccato solo che il suo scopo sia quello di schiacciare i migranti. Dopo le polemiche iniziali, la stessa Apple è stata costretta a rimuoverlo con imbarazzo dall’App Store.

Games
Pubblicato il 2 luglio 2018, alle ore 19:27

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Una ruspa che schiaccia i migranti: è polemica sul gioco che Apple ha dovuto rimuovere dal suo App Store

I migranti rappresentano uno di quei temi di grande attualità che continuano a dividere la politica e l’opinione pubblica. La loro redistribuzione all’interno dei paesi dell’Unione Europa è diventato un estenuante dilemma, un rebus al quale gli stessi politici di Bruxelles hanno più volte dimostrato di non saper trovare una soluzione soddisfacente.

Per dimostrare quanto il tema sia di attualità, sull’Apple store è comparso addirittura un gioco che vede come protagonisti i migranti stessi. Come se non bastasse, fornisce anche una modalità molto sbrigativa con la quale risolvere il problema della loro ricollocazione. Quale? Semplicemente schiacciandoli con una ruspa!

Non a caso l’app in questione si chiama “Ruspadana“, un gioco che prevede di togliere di mezzo i migranti per mezzo di una ruspa. Lo slogan che fornisce l’idea di cosa sia chiamato a fare il player di turno è molto semplice e diretto: “aiuta Ruspadana a fermare l’invasione! Ripulisci le strade, rimuovi gli ostacoli e goditi le Alpi”.

Gli sviluppatori di questo game di cattivo gusto sono Matteo Barni e Giampiero Salemme. Al momento, non è ancora chiaro come i due siano riusciti ad eludere le ferree regole in uso dai censori della casa di Cupertino: Apple è infatti conosciuta per applicare delle stringenti policy antirazziali in sede di pubblicazione dei contenuti sullo store digitale. Resta comunque il fatto che una volta on line, Ruspadana ha sollevato un polverone che ha messo in evidente imbarazzo la casa della mela morsicata.

I due programmatori che hanno frequentato l’Apple Developer Academy di Napoli, hanno addotto a giustificazione l’intento di far pratica con il linguaggio di programmazione. Ma, per la stragrande maggioranza degli utenti, la scusa fornita non poteva stare né in cielo né in terra. Da lì, il gioco ad evidente sfondo razzista è stato rimosso dallo store. I due non hanno però accettato il provvedimento e, intervistati da Repubblica, hanno ammesso che la loro era solo satira. “L’intenzione era di sottolineare le storture degli episodi marittimi di questo ultimo periodo, sottolineando un comportamento sbagliato e deplorevole”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - I due sviluppatori contavano veramente di far ridere qualcuno? Era chiaro che, da un simile gioco, l’unico sentimento ad emergere sarebbe stata l’indignazione. Tutto ciò che alimenta l’odio razziale è di per sé pericoloso. Qui i confini della satira sono stati più che superati. Resta da comprendere come Apple si sia lasciata sfuggire l’approvazione di un game dal contenuto così discutibile. La complicità in una simile faccenda non è certo una bella pubblicità.

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