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"Metal Gear Survive": il gioco di guerra diventa un survival

Da "Metal Gear Solid" si passa a "Metal Gear Survive": la Konami prova a sorprendere tutti con un gioco survival ambientato nella celebre serie di guerra.

Games
Pubblicato il 25 febbraio 2018, alle ore 17:40

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"Metal Gear Survive": il gioco di guerra diventa un survival

Nel momento in cui questo titolo fu annunciato nel 2016, “Metal Gear Survive” fu accolto da sonore pernacchie e prese in giro in tutti i forum che si conoscono nel web. Konami in realtà, in barba a tutti i detrattori, è andata sino in fondo, ed ha prodotto questo videogame survival che percorre le orme del celeberrimo “Metal Gear Solid” come un legittimo spin-off.

“Metal Gear Survive” ha trovato la sua nascita con una voglia dei programmatori, in particolare di Hideo Kojima, di far mutare la solida tradizione della serie Metal Gear, rendendolo una sfida survival che mette in scena il Capitano con i suoi uomini nell’universo parallelo e infernale di Dite, un’altra forma per descrivere l’Ade dei tempi classici. Infatti, si parte alla caccia dei Vaganti, zombi che sono stati responsabili della morte di molti soldati di guardia all’oltretomba, i cosiddetti “Corpi di Caronte”.

Da pochi, i Vaganti diventeranno sempre di più nel corso delle ore di gioco e sarà necessario nutrire i propri soldati con cibi e bevande per farli sopravvivere, stando attenti ad evitare anche i cibi contaminati, che sarebbero una sorta di veleno per le truppe. Sarà importante anche curare i feriti, nascondersi al meglio, cercando di resistere e passare indenni da quanti più Vaganti, con i quali meno si combatte e meglio è.

In questo contesto, descriviamo gli aspetti tecnici di “Metal Gear Survive”: la grafica è buona, simile a tanti altri prodotti, come la serie di Bethesda “Fallout” ed alcuni scenari di “Call of Duty, per questo ripetitiva, mentre la complessità sonora è gestita con discreta qualità e con effetti ben definiti.

La difficoltà di questo titolo in certi tratti è elevata troppo verso l’alto: i giocatori meno esperti di titoli survival e di azione, alla fine, si stancheranno di non riuscire ad avanzare in certi frangenti. L’azione generale, oltretutto, è ripetitiva ed alla lunga, seppur si voglia giungere al traguardo finale, rischia di diventare una routine paranoica.

“Metal Gear Survive” si sviluppa in molte ore di gioco ed in fasi ben caratterizzate, le quali sono a tratti blande e lente, in altre ritmate al punto giusto, in altre ancora martellanti e frustranti: questa poca linearità e la ripetitività non spingerà di certo molti giocatori a ripetere l’avventura, una volta giunti alla fine.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - "Metal Gear Survive" è nato secondo una buona idea di Hideo Kojima: dare una variante alla serie bellica della serie Metal Gear, con originalità. L'idea si è ben concretizzata, purtroppo sviluppando poche branche che si discostino dalla meccanica di gioco di base, quella di sopravvivenza: resistere alle orde dei Vaganti, nutrirsi, curarsi ed avanzare. Il gioco, più che noioso, è ripetitivo: in tutto il corso della vicenda si compiono sempre le stesse azioni, e alla lunga stanca. Grafica e audio sono discreti, seppur simili ad altri titoli bellici in voga. Il complesso del tutto fa vedere una buona idea non sfruttata al meglio: "Metal Gear Survive" viene valutato due stelle su una scala di valutazione che arriva fino a cinque stelle.

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