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"Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta": mondo immenso in un Japan RPG

"Dragon Quest XI: Echi di un'Era Perduta" è l'undicesimo capitolo della lunga saga giapponese di questo gioco di ruolo; in questa avventura viene proposto un mondo ricco ed estesissimo, con mille possibilità di interpretazione.

Games
Pubblicato il 11 settembre 2018, alle ore 12:35

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"Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta": mondo immenso in un Japan RPG

Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta” è l’undicesimo capitolo di un gioco di ruolo giapponese che in Occidente ha visto alterne fortune ed esposizioni: gli ultimi due titoli, il nono ed il decimo, si erano tramutati in giochi multiplayer di massa online che non hanno riscontrato il successo dovuto, così il gioco è ritornato ad un aspetto classico.

“Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta” sarà disponibile per PC, PS4, e consolle Nintendo (3DS e Switch). Il titolo, dopo il lavoro di adattamento allo stile occidentale degli RPG da parte del pluripremiato studio Square Enix, ha assunto gli aspetti di un capolavoro, del miglior titolo della serie, nata nel lontano 1986.

La storia prende corpo in Lucente, un eroe-ragazzo che appare quando il Signore Oscuro tenta di conquistare il meraviglioso mondo proposto dai programmatori del gioco, di cui una delle parti, Gondolia, è ispirata chiaramente (e molto ben riprodotta) a Venezia. Il gioco fonde molti stili architettonici e culturali, paesaggi incantevoli, ed un cast di eroi straordinario a supporto di Lucente.

Il racconto e le possibilità di scelta molteplici, create dalla penna e dal genio di Akira Toriyama, permettono di rimanere coinvolti con grande forza nel corso di ogni istante del gioco, non solo negli istanti di combattimento. Il tutto è ben riprodotto anche nella parte audio, dove i dialetti delle varie culture presenti fondono inglese ed altre lingue (anche italiano) ed il risultato porta spesso a grandi risate, mentre la colonna sonora forse poteva dare di più.

Il titolo prende forma in un mondo aperto, seppur con un percorso abbastanza preciso da seguire, come spesso accade nei Japan RPG. Il personaggio ed i suoi compagni avranno modo di intraprendere dialoghi a scelta multipla, diverse attività con le quali guadagnare monete e bonus e minigiochi divertenti, oltre ad una serie di enigmi e di rebus da risolvere nei vari sotterranei.

I combattimenti, per lo più, sono piuttosto semplici nella difficoltà complessiva, con il classico sistema di combattimento Japan a turni e con la scelta dei colpi da far lanciare ad ognuno dei protagonisti. Lo scenario muta forma allorché si incontrano i boss, quando bisognerà disporre di pazienza e di acume per poter superare i maggiori ostacoli che portano da lì alla fine del gioco.

Punti abilità e bonus vari daranno modo ai personaggi di progredire gradualmente in un ampio albero delle abilità, personalizzando lo stile di combattimento e dell’esplorazione del mondo; questo ampio campionario prevede una lunga lista di incantesimi che sarà necessario apprendere nel corso del tempo per trarre il meglio in fase di battaglia contro i numerosi avversari comparsi sul percorso.

Graficamente, “Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta” è molto ben elaborato ed è un piacere da gustare con la vista, specie per gli scenari colorati e sempre ispirati, per le forme architettoniche e per l’ottimo design dei personaggi: tutti motivi di eccellenza che spingeranno ulteriormente il giocatore ad andare fino in fondo, in un gioco che ha una durata molto estesa, dalle quaranta ore in su di esperienza.

I menù di combattimento in stile classico, non innovativi, saranno facili da apprendere, ed il gameplay è decisamente ottimo in ogni fase di gioco, soprattutto dal punto di vista narrativo, fatto che rende “Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta” uno dei migliori titoli di questa secondo semestre del 2018.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Beh, "Dragon Quest XI: Echi di un'Era Perduta" sembrava predisporsi come una serie di adattamenti, una sorta di ritorno al classico single player rispetto ai giochi di massa online degli ultimi due titoli, con strane scelte dei programmatori: invece ne è uscito un capolavoro. Una serie di circostanze non casuali, soprattutto per il sapiente zampino che Square Enix ha imposto nell'adattamento "occidentale" del titolo. "Dragon Quest XI: Echi di un'Era Perduta" è ottimo sotto tutti gli aspetti, grafica, giocabilità, longevità ed impianto narrativo: non buona solamente la colonna sonora, però solo per via dei problemi di "diritti legali" che il compositore Koichi Sugiyama ha imposto ai programmatori. È semplice comprendere perché "Dragon Quest XI: Echi di un'Era Perduta" sia uno dei titoli migliori dell'anno e perché meriti, giustamente, le cinque stelle di valutazione massima.

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