Iscriviti

"Call of Duty: Black Ops 4": le operazione oscure in sola battaglia di massa

"Call of Duty: Black Ops 4", per la prima volta nella sua storia, rinuncia alla campagna per giocatore singolo e punta tutto sulla cosiddetta Battle Royale: la scelta di EA ha senso?

Games
Pubblicato il 16 ottobre 2018, alle ore 12:58

Mi piace
8
0
"Call of Duty: Black Ops 4": le operazione oscure in sola battaglia di massa

Call of Duty: Black Ops 4” è uscito da pochi giorni, dal 12 ottobre 2018, ed è disponibile per PC, PS4 e Xbox One. Il quindicesimo titolo della saga militaresca che ha fatto la storia del videogioco si presenta con una novità che ha fatto molto discutere i tanti giocatori: per la prima volta non c’è una campagna multigiocatore.

Il gioco progettato da EA ha puntato tutto sulla modalità online, il supporto multigiocatore che punta prima di tutto su una sfida di battaglia di gruppo, una vera e propria Battle Royale che darà modo di divertirsi a lungo con i proprio amici ed avversari sconosciuti di tutto il mondo in lotte all’ultimo proiettile tra manipoli di soldati superspecializzati, armati di tutto punto.

La scelta di EA e Treyarch è stata quella di riportare il tutto ad un classico sistema di lotta sul terreno, togliendo quelle varianti che davano eccessiva (ed a volte irreale) verticalità, come l’utilizzo di jetpack e la possibilità di utilizzare il doppio salto. Ogni soldato potrà solo muoversi sul terreno e tornare a scoprire le coperture e le tattiche di mimetizzazione che hanno fatto la storia della serie.

Inevitabilmente, la mancanza della campagna per giocatore singolo toglie quella parte storica che una fetta molto consistente di giocatori preferiva rispetto alle modalità online, oppure apprezzando entrambe le possibilità di gioco. Questo ha inevitabilmente portato reazioni negative sulla Rete, ciò denotando anche una mancanza di “impegno”, se così si può dire, per questo aspetto di “Call of Duty: Black Ops 4”.

Effettivamente, la mancanza del supporto si sente anche nella vera novità del titolo, il Blackout, la sfida Battle Royale tra cento giocatori sparsi su un’isola a caccia del successo personale su tutti gli altri: solo chi saprà sviluppare le migliori tattiche, evitare inutili scontri a fuoco, ed eliminare i migliori, sarà il vincitore. Una novità interessante, che manca però di qualità di prodotto e di profondità quando i giocatori andranno a decrescere nel corso del tempo.

C’è comunque un multiplayer che si sviluppa nella migliore modalità zombie di sempre, con i gruppi di giocatori che affronteranno una serie di mappe dove i non morti appaiono da ogni angolo; è il miglior modo di interpretare una modalità cooperativa, scegliendo ogni volta uno specialista nei vari armamenti per avanzare con la giusta tattica. Questa modalità ha una consecutività di mappe che però non può essere definita in nessun modo “campagna”, in assenza di una storia di fondo.

Il gioco ha decisamente quindi preso la direzione del suo rivale specializzato nel solo multiplayer, “Battlefield”: così, però, c’è il rischio di finire in una omogeneizzazione che porti a favorire nettamente il suo rivale. I fallimenti di molti titoli del passato che hanno mutato la propria natura nei giochi FPS sono molti (pensate nel 2002 a “Quake III”, che fallì miseramente copiando “Unreal Tournament” e tornò con grande successo al single-multiplayer di Quake 4, oppure ai fenomeni effimeri di “Titanfall” e simili). I risultati si vedranno nel corso del tempo, ma i giudizi dei primi giocatori sono parecchio negativi sia in merito a qualità del gioco e che a quantità di modalità.

In questo c’è – per fortuna – un ottimo contenuto tecnico: la grafica è spinta al massimo e con un livello di texture e di fluidità dei frame molto positivo, le mappe messe in campo sono state realizzate nel migliore dei modi sia nel realismo sia nella possibilità di giocare al meglio le proprie carte sul campo di battaglia.

Per giocabilità si è messi molto bene, i personaggi si possono specializzare in ogni ambito e gestire al meglio con le tantissime armi dell’arsenale a disposizione dei giocatori di “Call of Duty: Black Ops 4”. La longevità rimane l’incognita: funzionerà di sicuro nei mesi autunnali ed invernali, ma successivamente sarà da valutare perché il solo multiplayer, in assenza di giocatori, potrebbe portare a far diventare questo titolo sostanzialmente inutile.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Per questo "Call of Duty: Black Ops 4" bisogna distinguere bene i punti positivi e negativi. Di ottimo c'è una grafica realistica e fluida, una modalità Zombie ai massimi livelli, e la giocabilità in tutti i ruoli di battaglia e con qualunque arma, punto di successo, con la battaglia solo sul terreno a rendere reale e concreta la sfida, oltre alla modalità di massa Blackout da provare. Di negativo, c'è senza dubbio l'assenza della campagna per giocatore singolo, un pezzo di storia della serie, la mancanza di supporto e di qualità e profondità in senso lato. Sinceramente, ho giocato a molti "Call of Duty", ed ho sempre preferito le fantastiche storie delle campagne, ma il mio giudizio non è condizionato da questo: anzi, sono i tanti pareri negativi che portano a definire questo gioco "Call of Battlefield", spinto com'è a copiare il rivale multiplayer, che dà mancanza di longevità al gioco ed a omologarsi al suo rivale, rischiando di scomparire (la storia del videogame lo insegna). Quindi, "Call of Duty: Black Ops 4" merita tre stelle di valutazione su un massimo di cinque.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!