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L’addio di Vettel infrange il sogno di vedere in Ferrari il nuovo Schumacher

Con l’addio alla Ferrari a fine 2020, Sebastian Vettel non avrà più l’opportunità di aprire lo stesso ciclo di vittorie che ha contraddistinto la carriera del suo connazionale, il sette volte campione del mondo Michael Schumacher.

Formula 1
Pubblicato il 19 maggio 2020, alle ore 11:35

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L’addio di Vettel infrange il sogno di vedere in Ferrari il nuovo Schumacher

La storia la conoscono tutti: giunto a Maranello nel 2015, Sebastian Vettel era fortemente motivato a ripercorrere la carriera in Rosso di Michael Schumacher, il pilota più vincente della storia della Formula 1. I quattro titoli mondiali conquistati al volante della Red Bull, lo rendevano il candidato ideale per far rivivere il ciclo di successi del connazionale, ma a fronte delle premesse della vigilia, la favola non ha avuto modo di ripetersi.

Dopo un primo anno entusiasmante segnato da tre clamorosi successi, Vettel ha chiuso la stagione successiva senza mai salire sul gradino più alto del podio. Il 2017 ha invece rappresentato l’anno della lotta per il mondiale, finito però nelle mani del rivale Lewis Hamilton. Per nulla demotivato, con ostinazione ha cercato di rifarsi nel 2018, la stagione dove qualcosa non ha più girato per il verso giusto. Errori e incomprensioni lo hanno presto estromesso dalla corsa al titolo, facendolo piombare in una crisi non solo di risultati, ma anche a livello mentale.

Smarrito e rassegnato, Seb ha poi patito il confronto con Charles Leclerc, un compagno di squadra scalpitante che lo oscurato e messo in difficoltà nel corso di tutta la scorsa stagione. Ora, la notizia del mancato rinnovo contrattuale a fine 2020, di fatto lo relega in un angolo del box della Ferrari, dove vivrà un 2020 da separato in casa.

Cresciuto con il poster in camera di un mito come Schumacher, una volta alla guida della stessa auto del suo idolo, il tedesco di Heppenheim non ha però avuto uguale fortuna. Come Nigel Mansell, Alain Prost e Fernando Alonso, salvo miracoli si appresta ad abbandonare la Scuderia più rinomata del Circus senza aver centrato il bersaglio grosso.

Vincere il titolo nel 2020 sarebbe il modo per potersi riscattare dalle critiche degli ultimi anni. Ciononostante, sono in molti a non credere che possa rialzarsi; come se non bastasse, la Rossa dopo aver puntato per anni su lui, si è ora concentrata su Leclerc, ma anche qualora Seb dovesse dominare l’ultima stagione in Rosso, rimarrebbe con il rimpianto per non essere stato in grado di eguagliare Schumi.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Sebastian Vettel era giunto in Ferrari nel 2015 con tutta l’intenzione di aprire un ciclo di vittorie. Usando come modello Schumacher, ha fatto di tutto per affermarsi, ma sulla sua strada oltre ad una Mercedes superlativa, si è fatto sopraffare dalla pressione che lo portato a compiere manovre precipitose e azzardate. Disorientato e tramortito, ha cercato per quanto possibile di rimettersi in carreggiata, ma è evidente che oggi non è più il pilota infallibile visto in Red Bull. L’unica possibilità per rifarsi è scacciare i fantasmi del passato, ripartendo da zero altrove.

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