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La Ferrari non sa più vincere? Per Bernie Ecclestone la causa è molto semplice: “È troppo italiana”

Mentre Lewis Hamilton rafforza ulteriormente la sua leadership in classifica, Bernie Ecclestone esprime quale ragione inibisca alla Ferrari di poter vincere il titolo. Per l’ex patron della Formula 1, il male sta tutto nell’eccessiva italianità della Rossa

Formula 1
Pubblicato il 1 ottobre 2018, alle ore 15:56

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La Ferrari non sa più vincere? Per Bernie Ecclestone la causa è molto semplice: “È troppo italiana”

Quella di Bernie Ecclestone sarà una dichiarazione che farà discutere. L’ex numero uno del Circus apparso dietro le quinte dell’ultimo gran premio vinto da Lewis Hamilton, ha detto la sua sulla crisi di risultati della Ferrari. Più che sulle ultime gare che hanno visto incrementare lo svantaggio in classifica di Sebastian Vettel, Bernie Ecclestone ha voluto fare un discorso più ampio sul digiuno di titoli della Rossa degli ultimi anni.

Pur avendo lasciato a Liberty Media il controllo della massima espressione dell’automobilismo a ruote scoperte, il parere dell’inglese rimane sempre degno di nota. Con la sua esperienza in uno sport che ha gestito per quasi 40 anni, Ecclestone conosce a menadito le dinamiche di una Formula 1 in cui la Ferrari non è più capace di vincere.

Le critiche di Ecclestone alla ferrari

A chi gli ha chiesto quale possa essere la giustificazione, Ecclestone non ha dovuto ricorrere ad abili giri di parole. “È troppo italiana. L’ho detto a qualcuno l’altro giorno, è tornata ai vecchi tempi”. Il riferimento è ovviamente a quel lunghissimo periodo buio in cui la Ferrari non riuscì a portarsi a casa nessun mondiale. Dopo quello del 1983, il Cavallino Rampante si aggiudicò il titolo costruttori solo nel 1999. Peggio andò addirittura in fatto di mondiale piloti; dopo il titolo di Scheckter del 1979, la Rossa mise le mani sull’iride solo nel 2000 con Michael Schumacher.

Proprio quella squadra costruita intorno all’asso di Kerpen vantava figure non italiane: oltre a Schumi che era tedesco, nel team principale c’era Jean Todt, il direttore tecnico Ross Brawn, mentre il capo progettista era Rory Byrne. “Abbiamo fatto in modo che Todt andasse lì e si prendesse cura delle cose per un po’ quindi non era troppo italiana e Michael era a capo della squadra, perciò è stato tutto un po’ diverso. Penso che manchi quel tipo di assetto adesso” ha aggiunto Ecclestone.

Il problema sarebbe poi legato alla gestione non solo del reparto corse, ma anche dell’intera società. Mentre in Mercedes il team è ben distinto dal costruttore, in Ferrari non si può dire altrettanto. “La Ferrari si preoccupa della sua produzione di auto, orientandola più o meno alle loro prestazioni in F1. Quindi è gestita in modo diverso”.  

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Si potrà condividere oppure no, resta il fatto che una simile dichiarazione, più che offendere la Ferrari scredita un intero Paese. Vincere in Formula 1 non è mai facile, ma anche quando la Rossa non ha vinto, in più di un’occasione ha comunque sfiorato il titolo. Spesso sentiamo dire che il problema dell’Italia sono gli italiani, ma a Maranello c’è tanta gente che lavora con passione, la stessa che ha permesso al brand di diventare un’icona nel panorama automobilistico mondiale. Nel nostro Paese ci saranno tante pecche, ma generalizzare con i luoghi comuni non sarà certo il modo che permetterà alla Ferrari di tornare al vertice. Anche perché non c’è la controprova che se fosse stata diretta da stranieri, avrebbe vinto ad occhi chiusi

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