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F1, il dopo-Monza: gli errori di "Seb" stagionali gli sono costati ben 64 punti in classifica

Vettel, che in carriera si è sempre distinto per essere un pilota sicuro ed affidabile, nel 2018 ha commesso tre gravi errori che gli sono costati fino ad ora molti punti in classifica, una situazione della quale ha approfittato Lewis Hamilton.

Formula 1
Pubblicato il 4 settembre 2018, alle ore 09:02

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F1, il dopo-Monza: gli errori di "Seb" stagionali gli sono costati ben 64 punti in classifica

La Ferrari, con oltre 100.000 spettatori colorati di rosso, a Monza, era pronta a festeggiare addirittura una doppietta sul podio: invece lo scenario si è clamorosamente capovolto a causa del grave errore di Sebastian Vettel, che ha compromesso la sua gara e gli ha reso “solo” un quarto posto dopo una bella rimonta, mentre il suo rivale Lewis Hamilton ha trionfato davanti all’altro ferrarista, Kimi Raikkonen.

“Seb”, che si è sempre distinto per una guida pulita, sicura e per il fatto di essere un pilota quasi immacolato da ogni sorta di sbaglio, in questa stagione ha commesso dei gravi errori che gli sono costati fino ad ora un totale di 64 punti. Il tutto in un 2018 dove la Ferrari ha raggiunto un livello di prestazioni eccellente, alla pari di quelle della Mercedes, dominante nelle ultime stagioni. Vettel avrebbe avuto un +34 nella classifica mondiale su Hamilton, mentre ora la graduatoria recita un -30 sull’inglese. Il tutto a causa di tre pesanti mancanze che sono costate, per l’appunto, 64 lunghezze. Osserviamo come.

Cosa è successo

Primo episodio: 29 aprile, Gran Premio dell’Azerbaijan. A Baku Vettel segue un Lewis Hamilton scatenato e tutto potrebbe portare a limitare i danni in classifica, considerando le due vittorie di “Seb” nelle gare inaugurali della stagione. Dopo metà gara, entra la safety car per permettere la rimozione dei detriti di un incidente. Alla ripartenza, Vettel si fa trovare scoperto, parte lento e sorpreso e ne approfittano sia Kimi Raikkonen, compagno di Vettel, anch’egli stupito dal regalo del tedesco, e Sergio Perez sulla Force India, i quali arriveranno secondo e terzo dietro Hamilton. Vettel non riesce a recuperare il podio e conclude quarto, perdendo 6 punti ulteriori in classifica.

Secondo episodio: 22 luglio, Gran Premio di Germania. Sebastian Vettel conduce con autorità la gara, mentre il rivale Hamilton fatica molto, è quarto dietro anche a Bottas e Raikkonen. La pioggia era attesa durante la gara, e un debole rovescio si abbatte su alcuni tratti del circuito tedesco. Nonostante il padrone di casa abbia diversi secondi di vantaggio sul finlandese della Mercedes, “Seb” tende a non rallentare troppo nei tratti bagnati e nelle curve finali del 53° giro, ritarda la frenata e finisce nella sabbia e contro le barriere, appoggiandosi a lenta velocità. Fine della gara di Sebastian, pubblico di casa deluso, entra la safety car. Hamilton sulla pioggia sa guidare come nessuno altro e, evitando con una manovra all’ultimo secondo l’entrata ai box, rimane in pista, prende il comando e vince con largo margine. Vettel avrebbe vinto e conquistato 25 punti contro i 12 di Hamilton quarto, a fine gara è Lewis a prendersi i 25 punti, con Vettel a secco. 38 punti persi in un amen, per un totale di 44 frutto di questi due errori.

Terzo episodio: 2 settembre, Gran Premio d’Italia. A Monza, Raikkonen parte primo e Vettel secondo, prima fila tutta rossa. Al via il finlandese della Rossa scatta bene, “Seb” ha una reazione meno veloce e Raikkonen passa primo, tranquillo, la prima variante, mentre il tedesco è giò incalzato da Hamilton, che nella Grande Curva si pone alla destra della Ferrari n.5, e la passa con traiettoria pulita alla variante della Roggia. Vettel cerca di infilarsi in uno spazio che non c’è, non può evitare il contatto con la Mercedes n.44 e va in testacoda: per sua fortuna i danni si limitano alla rottura dell’alettone posteriore, prontamente sostituito al rientro ai box. Da qui Sebastian rimonta fino al quarto posto, mentre Hamilton passa quasi subito Kimi, che lo sorpassa di nuovo il giro dopo, e cede solo nel finale all’inglese per il degrado precoce di un pneumatico posteriore. Vince Hamilton in una gara veloce dove la Ferrari aveva dimostrato di essere la più veloce. Vettel avrebbe potuto fare come il compagno, sorpassare Lewis al giro successivo, superare Kimi e vincere, magari davanti ad Hamilton secondo. In quel caso, 25 punti al tedesco, 18 all’inglese. Il risultato finale recita invece 25 punti per Hamilton e 12 per Vettel, altro -20 che porta il totale a 64 punti persi.

In più, in tutto questo, va considerato che proprio un contatto come quello innescato da Vettel a Monza poteva provocare anche il ritiro (con ulteriori dodici punti eventualmente persi) e, forse, anche una penalità dalla giuria di gara. Mancano sette gran premi a fine stagione, con 175 punti in palio: la Ferrari c’è e la rimonta mondiale è possibile, ma Sebastian deve allontanare i suoi fantasmi, oltre ad una frenesia e ad un nervosismo mai visti.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Vettel, in questa stagione, sta deludendo molto di più di quanto abbia fatto nelle altre stagioni: nelle tre annate precedenti la Ferrari era nettamente inferiore alla Mercedes e, nonostante questo, il tedesco si è sempre battuto con autorità, sempre senza errori (a parte il patatrac a Singapore dello scorso anno, con concorso di colpa con Raikkonen). Nel 2018 la Ferrari ha prestazioni pari alle "frecce d'argento" ed a Monza la velocità di punta era addirittura molto superiore, invece con il proprio terzo grave sbaglio stagionale ha compromesso la gara, la festa dei 100.000 tifosi in rosso di Monza e, forse, anche il titolo mondiale. Ora Sebastian ha l'obbligo di riscattarsi, perché la macchina c'è e le sue vittorie sono arrivate in stagione, perciò non ci sono scuse per perdere il titolo che, viste le prestazioni della vettura, deve giocoforza tingersi di rosso. Rosso Ferrari.

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