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F1 2019: il nuovo regolamento tecnico della Formula 1

Nel corso del 2019 la Formula 1 subirà diverse modifiche. Quella più visibile sarà l'aerodinamica che sarà semplificata, soprattutto all'anteriore per facilitare i sorpassi.

Formula 1
Pubblicato il 12 giugno 2018, alle ore 20:33

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F1 2019: il nuovo regolamento tecnico della Formula 1

Quest’anno stiamo assistendo alle auto più veloci della storia della Formula 1. L’anno prossimo, però, arriveranno delle modifiche che potrebbero far perdere un po’ di prestazioni a favore dello spettacolo. Grazie ad una collaborazione con un team aerodinamico guidato da Pat Symonds, la FIA sta effettuando delle ricerche aerodinamiche in vista del 2021.

Tuttavia, non si dovranno aspettare tre anni per iniziare a vedere i primi frutti di questa ricerca. Già nella prossima stagione arriverà un numero di cambiamenti significativo che possiamo riassumese un alcuni punti.

Mondiale F1 2019: le modifiche principali in Formula 1

In sintesi le modifiche sono: un’ala anteriore semplificata con piastre terminali standardizzate, dimensioni maggiorate e senza elementi verticali. Questo incoraggerà gli ingegneri a dirigere la maggior parte del flusso verso il sottoscocca (dove è meno sensibile alla scia disturbata della macchina davanti) rispetto al corpo esterno.

Un’altra modifica riguarda l’eliminazione dei flap superiori alle estremità esterne dell’ala che renderà impossibile creare i vortici generati dalle placche terminali altamente complesse per migliorare l’aerodinamica del corpo esterno. Ciò incoraggerà ulteriormente la cosiddetta filosofia “inwash” ovvero dirigere il flusso d’aria verso il sottoscocca.

Le alette montate sui condotti dei freni attualmente svolgono un ruolo nel dirigere il flusso verso la parte esterna del corpo e saranno vietate dal 2019, così come gli assali soffiati, che attualmente usano l’aria diretta fuori dal centro della ruota ad alta velocità per energizzare il flusso verso il basso.

I barge boards verranno abbassati di 150 mm (per renderli meno efficaci nel dirigere il flusso d’aria) e spostate in avanti di 100 mm per renderle meno sensibili al flusso d’aria che viene disturbato dall’auto di fronte.

Le placche posteriori dell’ala posteriore non potranno più avere branchie orizzontali. Queste equalizzano la pressione tra le facce interna ed esterna dell’ala terminale per dare un flusso più veloce sopra la parte superiore dell’ala per maggiore carico aerodinamico, ma introducono un ulteriore disturbo alla scia, che peggiora le prestazioni della vettura dietro.

L’apertura DRS sarà aumentata da 65 mm a 85 mm. Insieme all’aumento della larghezza e dell’altezza dell’ala, renderà il DRS più efficace del 25-30% in modo da renderlo idoneo su quei circuiti con rettilinei troppo brevi. La FIA esaminerà anche la lunghezza delle zone DRS in ogni circuito al fine di massimizzare l’effetto delle modifiche.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Dal punto di vista dello spettacolo è una buona idea quella di semplificare l'aerodinamica. Il rovescio della medaglia è che gli sforzi fatti finora e i soldi spesi in evoluzioni per creare gli alettoni perfetti verranno vanificati, o meglio serviranno solo per tentare di vincere il mondiale 2018. Vedremo se le migliorie porteranno a gare più belle.

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