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Violentò la figlia di 12 mesi portandola alla morte: niente processo per "mancanza di prove"

Paul Worthington, per la quarta volta non verrà processato per la morte della piccola Poppi, violentata da padre. La decisione arriva dal Servizio di Procura della Corona.

Esteri
Pubblicato il 17 marzo 2018, alle ore 12:57

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Violentò la figlia di 12 mesi portandola alla morte: niente processo per "mancanza di prove"

Ha violentato la piccola Poppi, sua figlia, ripetutamente e con violenza, fino a procurarne la morte. Eppure Paul Worthington, per la quarta volta, riuscirà a cavarsela. Il Servizio di Procura della Corona ha infatti dichiarato che l’uomo non verrà processato, in quanto di prove contro di lui non ce ne sono.

Il caso di Poppi non verrà quindi riesaminato, nonostante per il medico legale gli abusi sulla piccola, poco prima del suo decesso, siano stati confermati. Il fatto risale al 2014, quando Poppi ha incontrato la morte a soli 13 mesi. A quanto pare, i molteplici errori commessi dalla polizia britannica hanno permesso al padre, Paul, di scampare alla pena: infatti, ad oggi è ancora a piede libero. Alla notizia, la mamma della piccola ha commentato: “Sono sconfortata, non verrà mai a galla la verità sull’omicidio di Poppi“.

In una nota del pubblico ministero, si legge che il padre della bambina, che inoltre si è sempre dichiarato innocente, non deve affrontare alcun procedimento giudiziario, in quanto ci sono mancanze di testimoni e prove. I giudici nella loro attestazione affermano: “Non sono emerse delle novità rispetto a quanto già esaminato e deciso dai procuratori nel 2015 e due volte nel 2016“, e infine sottolineano: “la bambina è morta nel sonno, dopo essere stata posizionata in un luogo in cui la sua respirazione era compromessa. È probabile che sia stata vittima di violenza sessuale, ma l’episodio non può essere considerato collegato al decesso“.

Il legale della madre della piccola Poppi, alla stampa, ha fatto sapere: “Gli ultimi cinque anni sono stati un incubo per lei. Non sa ancora cosa sia successo a Poppi quel giorno e col passare del tempo la situazione si è aggravata. Ha paura che questo caso non si chiuderà mai“. Molti sono i punti oscuri sulla vicenda di Poppi, che ha sconvolto l’opinione pubblica britannica.

All’inizio, le indagini sono state condotte dall’ispettrice di polizia Amanda Sadler, che aveva ammesso di non avere esperienza e qualifiche in merito a decessi infantili per riuscire a portare avanti l’inchiesta.

Inoltre, le prove forensi, tra cui le lenzuola in cui è morta Poppi, non sono state mai spedite in laboratorio, così come non sono mai stati prelevati sul corpo della piccola dei campioni come prove. Mai analizzato nemmeno il portatile dell’uomo, che era intento a guardare film porno, mentre Poppi era a letto la notte in cui è morta. Paul si è sempre rifiutato di spiegare il motivo per cui il suo DNA fosse presente sui genitali della piccola, e il motivo per cui le sanguinasse la schiena. Prove circostanziali, ma pur sempre prove, che non sono servite per dare giustizia a Poppi e sua madre.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Un caso scioccante che rimarrà senza un colpevole. Ma, forse, le colpe di questo caso sono proprio di chi doveva raccogliere prove con criterio e professionalità. Non prelevare campioni e analizzare il lenzuolo della piccola, il pc del padre, etc, è la dimostrazione di come, in questo caso, la giustizia non abbia fatto il suo corso.

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