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Violenta una bambina di 10anni: 160 anni di carcere al padre e 20 alla madre

Ripetutamente violentata dal patrigno dà alla luce un figlio. La madre era a conoscenza, ma non ha denunciato il fidanzato. La bambina ora è in affidamento e il suo bambino in adozione.

Esteri
Pubblicato il 28 settembre 2018, alle ore 09:39

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Violenta una bambina di 10anni: 160 anni di carcere al padre e 20 alla madre

Violentata più volte, fin da quando aveva 10 anni, dal compagno della madre, una bambina, oggi 12enne, è rimasta incinta e ha dato alla luce un bambino.

La ragazzina aveva confidato questo suo segreto alla madre, che invece di denunciare il fidanzato alle autorità ha preferito tacere molestie e gravidanza. 

Il caso

L’autore dello stupro è N. D. Thrash, un 36enne compagno della madre, che nonostante le violenze alla bambina ha continuato a vivere sotto lo stesso tetto. La madre, Marion, 33 anni, ha ammesso la propria negligenza: avrebbe dovuto cacciarlo e denunciarlo, ma non l’ha fatto. La bambina infatti le aveva confidato le violenze subite dall’uomo e di attendere un figlio da lui. 

I tre vivevano insieme, apparentemente tranquilli, in una delle Contee dell’Indiana, negli Stati Uniti, finchè la storia di questa bambina non è venuta alla luce proprio per la gravidanza non usuale a tenera età. A renderla nota è stato il giornale statunitense New York Post.

Le condanne e la “nuova vita” della bambina

La scorsa settimana le autorità americane hanno deciso le condanne per Thrash e per Marion. Il 36enne dovrà scontare 160 anni di prigione, essendo stato condannato per 10 capi di pedofilia. La mamma della ragazzina ne dovrà scontare 20 anni, più altri 5 di libertà vigilata. 

La 12enne è stata data in affidamento, mentre il suo bambino è stato dato in adozione. La ragazzina non è stata chiamata a testimoniare quanto le è successo, per lei è stata valida e sufficiente la confessione della madre. Grant, Lisa Glancy, sostituta procuratrice della Contea dell’Indiana, ha approvato la scelta della donna di non esporre la figlia alla fatica di un interrogatorio in tribunale, facendole rivivere le violenze subite in casa. La Procuratrice ha confermato l’affidamento della ragazzina: “Ora è in affidamento in un posto che le permetterà di ripartire e condurre una vita il più normale possibile“. 

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Facendo un calcolo veloce il 36enne condannato dovrebbe vivere circa 200 anni per scontare il tempo del carcere, cosa impossibile. Allora mi chiedo perché 160 anni di carcere? Forse si presume qualche sconto nel tempo? Non sarebbe sufficiente dire "a vita"? E magari in questo tempo di "vita" educarlo al rispetto dell'altro?

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