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USA: sono già 103 gli autisti di Uber accusati di violenza sessuale

Un’inchiesta portata avanti dalla Cnn ha dimostrato che, negli ultimi 4 anni, nei soli Stati Uniti, ben 103 autisti di Uber sono stati accusati di molestie sessuali e stupro da parte dei passeggeri trasportati.

Esteri
Pubblicato il 3 maggio 2018, alle ore 19:14

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USA: sono già 103 gli autisti di Uber accusati di violenza sessuale

Uber, celebre applicazione che fornisce il servizio di condivisione del trasporto automobilistico privato, sin dalla sua creazione ha destato non poche polemiche e dissapori. Particolarmente criticata dai tassisti, è ora finita nell’occhio del ciclone per via del considerevole numero di autisti accusati di stupro e molestie sessuali.

A sollevare il polverone ci ha pensato un’inchiesta condotta dalla CNN. Per reperire le informazioni, i giornalisti del primo canale all-news al mondo hanno scartabellato nei database dei tribunali federali e statali di 20 città americane. Si è così scoperto che, negli ultimi 4 anni, ben 103 autisti di Uber sono stati accusati di molestie o stupro nei confronti dei passeggeri.

Secondo il network televisivo statunitense, i sospettati di questi reati “sono stati arrestati, sono ricercati dalla polizia o i loro nomi sono stati citati in procedimenti civili relativi agli incidenti“. Ad ogni modo, per 18 di loro il procedimento è stato già archiviato, mentre 31 sono stati condannati.

Anche Lyft, il principale competitor di Uber, non è certo immune da simili accuse. Anche qui almeno 18 autisti sono finiti davanti al giudice per aver commesso dei reati similari. Stando a quanto scoperto dalla CNN, nella maggior parte dei casi la vittima è stata abusata mentre era in stato confusionale a seguito dell’assunzione di alcolici, o addirittura in uno stato di “momentanea incoscienza”. In altre parole, anche il semplice addormentarsi in auto è stato visto come un più che valido incentivo per abusare e molestare le persone trasportate.

Quello delle aggressioni ai passeggeri non è certo un problema dell’ultima ora. Già nel 2016, Uber cercò di correre ai ripari aggiornando il proprio manuale di comportamento, ribadendo così la più assoluta proibizione di qualsiasi tipo di contatto sessuale in servizio. Tutto ciò non ha però dissuaso qualche autista ad approfittarsi delle circostanze.

Per arginare l’emergenza, il CEO di Uber ha deciso di affrontare quella che è stata definita la “nuova priorità” della società simbolo stesso della sharing economy. Recentemente, è stata per esempio aggiunta la possibilità di scegliere un contatto fidato con cui condividere il percorso, oppure di far partire una chiamata di emergenza al 911 premendo semplicemente un tasto dedicato.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Bisogna proprio riconoscerlo: per far emergere tutti questi dati, la CNN ha eseguito davvero un gran bel lavoro investigativo. Uber, infatti, non ha reso disponibile nessuna statistica in merito, preferendo agire dall’interno piuttosto che divulgare le proprie magagne all'esterno. A questo punto, onde evitare il danno d’immagine, la società non potrà che prendere i dovuti provvedimenti.

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