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Usa: prova a “surfare” la macchina, finisce in tragedia. Ecco il VIDEO di quei drammatici momenti

Le immagini immortalano gli ultimi istanti di vita di Lupo Benson, un ragazzo 18enne che ha voluto fare 'surf' sulla macchina dell'amico, cadendo e sbattendo la testa.

Esteri
Pubblicato il 20 aprile 2015, alle ore 14:54

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Chi di noi, in adolescenza, non ha fatto bravate che, a pensarci oggi, mettono i brividi per quanto fossero state pericolose e per quanto ci fosse andata bene? Bravate anche peggiori di questa, che vi mostriamo in questo video, che ha avuto un inaspettato esito tragico.

Lupo Benson, questo il nome del ragazzo, aveva infatti deciso di appendersi al cofano della macchina di un suo amico mentre un terzo ‘complice’ filmava, e tenersi in equilibrio a macchina accesa, magari per postare la bravata sui social e potersi fare una risata con gli amici.

Partendo dal presupposto che già di per sé fare video del genere è una pessima idea, le immagini mostrano come già la partenza sia decisamente eccessiva, con uno scatto incredibile dell’auto che per poco non fa sbattere sul parabrezza il giovane ragazzo. Ma il peggio, purtroppo per lui, deve ancora avvenire.

Sul finire del video, infatti, si nota come durante una curva il ragazzo cada a terra. Quello che non si riesce a vedere – perché coperto dalla macchina – è che Lupo Benson ha sbattuto la testa: non si sarebbe svegliato più, e le ultime immagini che avrebbe visto nella sua vita sarebbero state quelle di un parcheggio della Kent-Meridian High School di Washington.

Il giorno dopo che il video è stato girato, infatti, Lupo Benson muore. Secondo alcuni amici, Lupo aveva già fatto bravate simili, ma gli era sempre andata bene. Testimoni riferiscono che anche stavolta, sicuro di sé, il ragazzo sembrava divertito prima dell’incidente, non potendo immaginare – ma il rischio, ovviamente, c’era dal momento che ha deciso di fare questa bravata – quello che di lì a poco gli sarebbe successo.

E’ triste, ho perso un amico, avrebbe affermato il guidatore dell’auto, interrogato dagli inquirenti dopo l’incidente. Una vita spezzata, insomma, nella maniera più inutile possibile.

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