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USA: bambina ordina 350 dollari di giocattoli su Amazon, stagista offende il capo su Facebook

Nei giorni scorsi, due fatti curiosi hanno preso a circolare in internet, invitando a riflettere su quanto la grande Rete spesso sia usata in modo poco consapevole dagli utenti: i protagonisti, un'ardita bambina dello Utah, ed un'avventata stagista americana.

Esteri
Pubblicato il 27 agosto 2018, alle ore 16:36

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USA: bambina ordina 350 dollari di giocattoli su Amazon, stagista offende il capo su Facebook

Molto spesso, internet finisce al centro dell’attenzione per questioni quali la disinformazione, l’hate speech, il sexting, le truffe, il furto d’identità, e per questioni ancor più gravi, quali quelle che si consumano nel mercato nero del deep web. I fatti accaduti nei giorni scorsi, in America, sono suscettibili – invece – di strappare qualche sorriso, invitando comunque a riflettere sulla necessità d’un uso consapevole della Grande Rete

Il primo episodio è accaduto qualche giorno fa nello Stato dello Utah, quando si è scoperto che una ragazzina di 6 anni, Kaitlin, all’insaputa dai genitori, ha speso 350 dollari in giocattoli su Amazon. Il tutto è stato raccontato dalla cugina, Ria Diyaolu, secondo la quale la cuginetta aveva avuto il permesso di comprarsi una bambola per il suo compleanno, potendo monitorare lo stato dell’ordine grazie alla fiducia della madre, che le aveva lasciato libero accesso al suo account per l’e-shopping: il risultato è stato che l’ardita pargoletta si è lasciata prendere la mano, ordinando altri 300 dollari di giocattoli, dei quali i genitori sono venuti a conoscenza quando – come dimostra una foto che, diffusa via Twitter, ha fatto il giro del web – è arrivata la consegna dei medesimi.

Secondo sempre la narrazione di Ria, la piccola Kaitlin è stata punita dai genitori con il divieto di andare in internet per un mese intero: non prima, però, di aver chiesto ai genitori di regalare i giocatoli incriminati allo stesso ospedale pediatrico in cui, da piccina, era stata ricoverata per una settimana. 

Il secondo fatto curioso è stato condiviso sulla piattaforma Reddit dall’utente “Murdered by Words”, specialista nel reperire fatti curiosi. Secondo quanto emerge dallo screenshot, una stagista a stelle e strisce si sarebbe sfogata sul proprio profilo Facebook contro il capo, definito “pervertito segaiolo” per la sua abitudine di divertirsi nel comminarle “lavori di merxx”. Peccato che il capo fosse tra i suoi amici, circostanza di cui la ragazza si era dimenticata: com’è finita la vicenda?

Il boss in persona le ha detto di non aver mire su di lei, essendo notoriamente gay, e che quello che lei definiva in modo poco edificante era ciò per cui era pagata: oltretutto, non era stata nemmeno prudente, posto che lo stage – della durata di 6 mesi – si sarebbe concluso solo dopo altre due settimane. Non un problema: l’indomani, le sarebbe stato spedito per posta il modulo F45 (cessazione del lavoro, con elenco dei compensi e delle tasse pagate durante un periodo di lavoro), e – a propria discrezione – avrebbe potuto passare in ufficio, ma solo per ritirare le cose che vi aveva lasciato. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Quando mi è capitato di leggere questi episodi, nel fine settimana, ho dapprima riso molto: innegabilmente, la bambina di 6 anni ha destato la mia simpatia e comprensione (non tutti abbiamo sognato di comprare ogni ben di Dio quand'eravamo piccoli? Qualcuno lo fa ancora oggi!). La stagista, invece, mi ha letteralmente fatto sbellicare: ma si può essere più sprovveduti? In ogni caso, una cosa è certa: in internet molti vanno convinti che le proprie azioni siano prive di conseguenze mentre, in realtà, dovrebbero prestarvi attenzione tanto quanto nella vita reale.

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