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UNICEF: la strage degli innocenti continua in Siria

Andrea Iacomini: “Nessuna parola renderà giustizia ai bambini uccisi”, ma si chiede anche con quali parole giustificano questa barbarie coloro che la compiono.

Esteri
Pubblicato il 21 febbraio 2018, alle ore 14:52

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UNICEF: la strage degli innocenti continua in Siria

Nessuna parola renderà giustizia ai bambini uccisi, alle loro madri, ai loro padri e ai loro cari”, questa la tremenda dichiarazione del direttore regionale dell’Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa, Geert Cappelaere, resa pubblica in una nota dopo le notizie sulle ultime uccisioni di massa di bambini nella zona orientale di Ghouta e a Damasco, in Siria.

Dalle ultime notizie sulla situazione si dice che, a partire da domenica, circa 250 civili sono rimasti uccisi, tra questi 57 bambini o adolescenti. Il portavoce dell’UNICEF Italia, Andrea Iacomini, ha affermato: “Se tutte le notizie sugli ultimi attacchi aerei nel Ghuta Orientale saranno confermate, le decine di bambini uccisi si uniscono ai 60 uccisi nel mese di gennaio e alle migliaia di vittime di questa guerra. È un eccidio peggiore di quello di Aleppo“.

L’Unicef ha affermato che non ci sono parole per descrivere tanta sofferenza inferta ai bambini e nemmeno per descrivere l’indignazione provocata ma, si chiede Andrea Iacomini, quali parole avranno quelli che infliggono queste sofferenze in modo da giustificare la loro cattiveria?

Sempre Andrea Iacomini ha fatto osservare che in questi sette anni di guerra la Siria è arrivata al collasso. Il 95% dei siriani del Ghuta orientale vive sotto assedio, mancano scuole ed ospedali e anche i beni di prima necessità scarseggiano: “È una vera emergenza umanitaria“. La mancanza di acqua, cibo, medicine ha aumentato di cinque volte la malnutrizione e si contano centinaia di bambini gravemente malati che avrebbero bisogno di cure lontano dalla loro città.

Qui si lotta per la sopravvivenza, qui la strage degli innocenti è continua, ha affermato Iacomini, poi ha invitato a fermarsi un attimo e a guardare ciò che sta accadendo in Siria. Ha concluso dicendo: “La guerra non è finita e l’indignazione a intermittenza non è bastata per fermare questa strage di bambini. Dobbiamo unirci e dire basta a questo massacro. I bambini, ovunque essi siano in Siria, devono essere protetti. Da tutti“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Davvero non ci sono parole capaci di dare giustizia, non ci sono parole per descrivere l'indignazione e nemmeno parole per giustificare, inutile cercarle. Il silenzio è la parola migliore insieme all'impegno di tutti per denunciare, per smascherare, per renderci vicini con l'accoglienza, con l'attenzione e per quanto mi riguarda anche con la preghiera.

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