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Un messaggio all’ex marito: “Ti meriti un’ultima foto”. Poi uccide la bambina

Cody-Anne Jackson, 20 anni, si era recentemente separata dal compagno Paul Hogan, avevano una bimba di due anni. Il processo è appena iniziato la donna è accusata di omicidio volontario.

Esteri
Pubblicato il 6 luglio 2017, alle ore 15:44

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Un messaggio all’ex marito: “Ti meriti un’ultima foto”. Poi uccide la bambina
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Cody-Anne Jackson, 20 anni, ha compiuto un gesto che chiamare semplicemente folle è riduttivo: odio, vendetta, mancanza di empatia hanno portato la donna ad uccidere un innocente. La donna aveva mandato un messaggio al suo ex, Paul Hogan, prima di far del male alla piccola Macey: si erano separati recentemente.
L’orrore è accaduto ad ottobre, la stampa anglosassone ha diffuso i particolari dell’agghiacciante vicenda solamente adesso che è iniziato il processo presso la Stafford Crown Court. La mattina del 10 ottobre Cody-Anne avrebbe ucciso la bimba soffocandola fra due cuscini mentre dormiva,

Poi ha inviato all’ex un messaggio: “Scusa, ma ho pensato che ti meritavi un’ultima foto e un ricordo di lei”. Dice di aver tentato il suicidio, logicamente senza successo. Ha chiamato infine il numero d’emergenza 999 per chiedere aiuto dicendo che sua figlia non respirava.
Paul, aveva chiamato molte volte la ex e, estremamente preoccupato, si era rivolto alla Polizia che – giunta a Fenton, Stoke-on-Trent, nello Staffordshire – ha trovato la bambina morta soffocata nel letto con accanto la madre che si era inferta numerosi tagli superficiali.

Un biglietto di addio indirizzato da Cody Anne a un suo zio faceva bella mostra di sé: “Me ne sto seduta qui, pensando di uccidere mia figlia e poi di uccidermi. Non voglio lasciarmela dietro, ma non riesco neppure ad andare avanti. Non rimane nulla per me e per Macey”.

Prima di compire l’insano gesto la donna aveva tempestato l’ex di messaggi rabbiosi e deliranti, ove diceva di non superare il trauma della separazione. Cody-Anne si dichiara innocente e giura di non aver ucciso la sua bambina.

Secondo la sua ricostruzione, l’avrebbe messa a letto alle 18.30 del 9 ottobre e, dopo aver presto alcune pasticche di medicinali prescritti per la depressione, sarebbe andata a dormire, accorgendosi diverse ore dopo che Macey era rimasta schiacciata tra due cuscini.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Prendeva psicofarmaci per la depressione, ma non riesco a convincermi che possa essere la sola motivazione a spiegare l'uccisione della propria figlia. La sindrome di Medea spiega perfettamente quale meccanismo mentale porti ad un atto di tale portata: l’azione omicidiaria del figlio è un modo per vendicarsi del coniuge reo dell'abbandono.

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Commenti
Elena Palatini
Elena Palatini

03 settembre 2017 - 15:13:24

Almeno stesse zitta!

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Elena Palatini
Elena Palatini

03 settembre 2017 - 15:12:46

Non avrei dubbi!!!

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Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

08 luglio 2017 - 11:46:44

Chissà perché, quando viene il momento di rivolgere l'arma verso se stessi, qualcosa va sempre storto...

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