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Russia, bimbe scambiate in culla: 30 anni dopo scoperta la verità

Scambiate in culla alla nascita, la sorte di una delle due bambine non è stata delle migliori. Rimasta orfana ,viene ritrovata dalla vera madre dopo 30 anni.

Esteri
Pubblicato il 17 giugno 2017, alle ore 14:28

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Russia, bimbe scambiate in culla: 30 anni dopo scoperta la verità
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Sono passati 30 anni da quando uno scambio in culla ha devastato due famiglie per sempre, cambiando tutta la loro esistenza, ma solo adesso Zoya Tuganova, 69enne di Chelyabinsk, in Russia, ha scoperto la verità e ha potuto abbracciare Luciya, la bambina che per nove mesi aveva portato in grembo.

Era il 29 gennaio 1987, e Zoya aveva messo al mondo una bimba: l’aveva vista appena nata, poi gliel’avevano portata via per pulirla. Quando le è stato riportato il fagottino tra le braccia però, si è subito accorta che c’era qualcosa che non andava: la sua bambina era diversa, non era quella che aveva baciato poche ore prima. Da quel momento è iniziata per Zoya una battaglia destinata ad infrangersi contro un muro di minacce innalzato dall’ospedale: se avesse insistito con quell’ipotesi – definita assurda – avrebbero richiesto per lei una valutazione psichiatrica.

La madre senza speranza, ha portato a casa quella bambina, Katya, volendole bene e crescendola ogni giorno come se fosse sua figlia. Da piccola ha avuto problemi di salute e i genitori hanno preteso per lei le migliori cure, garatendole una vita agiata; l’hanno fatta studiare nei migliori istituti e le hanno assicurato un lavoro nelle ferrovie russe, proprio dove Zoya aveva lavorato per anni.

La stessa fortuna però, non aveva baciato anche la bimba che aveva messo al mondo: Luciya aveva avuto un’infanzia difficile e una vita complicata. Quando fu portata a casa da Elvira Tuligenova, il padre riconobbe immediatamente che quella bambina non poteva essere sua figlia. La sua sorte non fu però la stessa ricca di amore di Katya, poichè il padre pazzo di gelosia e convinto che la moglie lo avesse tradito, iniziò a picchiare la donna finendo per uccidere l’uomo che lui era convinto fosse il vero padre della bambina, e amante della moglie.

L’omicidio portò il padre in carcere, mentre Elvira, distrutta e provata da quello che era successo, iniziò a bere. Una dipendenza che la portò a morire poco dopo, lasciando Luciya e i suoi fratelli soli al mondo. Per qualche tempo la sorte dei giovani fu quella di mendicare in cerca di cibo, fino a quando non furono portati in un orfanotrofio.

Ma Zoya non si era scordata di lei. Con l’aiuto di Katya, che sapeva ogni particolare della storia, hanno iniziato a cercarla fino a trovarla. Tra mamma e figlia c’è stato un incontro commovente e per Zoya è stato un colpo al cuore venire a scoprire in quali condizioni era dovuta crescere la figlia.

La mamma afferma di averla riconosciuta subito non appena i loro sguardi si incrociarono per la prima volta, e aggiunge di essere distrutta nel sapere la vita che ha dovuto condurre. La ragazza infatti non ha studiato, e ora ha tre figli che non riesce a mantenere. Zoya adesso ha intenzione di non farla passare liscia a quei medici che volevano rinchiuderla in un ospedale psichiatrico per quelle che loro definivano illazioni.

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Cosa ne pensa l’autore

Marta Lorenzon - E' assurdo il solo pensiero che possano capitare queste cose. Come si fa a scambiare due bambine in una culla? E con che diritto dai della pazza ad una madre che ha tenuto per 9 mesi in grembo la creatura e l'ha vista? Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso.

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