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Prete condannato per abusi e molestie su 17 minori celebra messa e guida i bimbi per la comunione

Don Felix Cini, condannato a 2 anni e mezzo per abusi e molestie nei confronti di 17 bambini, adesso vive a Malta dove è tornato a celebrare la messa ed a guidare i bambini prossimi alla comunione.

Esteri
Pubblicato il 4 settembre 2018, alle ore 13:03

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Prete condannato per abusi e molestie su 17 minori celebra messa e guida i bimbi per la comunione

Don Felix Cini era stato condannato a due anni e mezzo per abusi e molestie su 17 minori di Grosseto di età compresa tra 10 e 14 anni e per il possesso di filmati pedopornografici. Il processo, durato due anni, portò al patteggiamento davanti al GUP Armando Mammone: la condanna venne sospesa e l’ecclesiastico spedito in una comunità di recupero a Grosseto.

Il sacerdote era stato giudicato anche da una Commissione vaticana, che, occorre sottolineare, non lo ha ridotto allo stato laico, gli ha imposto semplicemente il divieto di celebrare pubblicamente. Don Felix, divenuto scomodo, è stato traslato altrove: ha chiesto al vescovo di tornare a Malta per assistere la madre malata. 

 Don Felix Cini celebra messa e guida i bambini

Don Cini è tornato nell’isola natia e, in alcune occasioni straordinarie, celebra messa a Bormla, suo paese di origine. La curia maltese ha riferito che il “ministro di Dio” si troverebbe attualmente a Malta per assistere la madre sofferente, come chiesto dal medesimo alla diocesi di riferimento di Grosseto, sottolineando che il parroco di Cospicua è informato sulla situazione e sulla sua attività limitata. Il prelato può concelebrare la messa solo se gli viene concesso dall’Arcivescovo e in circostanze eccezionali come i funerali di parenti e persone a lui prossime, o in particolari momenti della vita parrocchiale.

In realtà i fatti riportati non corrispondono al vero. Secondo quando riferito dai membri delle congregazioni di Cospicua, Cini svolge a tempo pieno le funzioni di sacerdote, celebra di consueto la messa, ha partecipato a una processione per la celebrazione della Pentecoste e ha, incredibilmente, guidato un gruppo di bambini per la loro comunione.

La piaga della pedofilia nella Chiesa raggiunge numeri da capogiro: ogni anno si annoverano quasi 600 denunce all’attenzione del Vaticano e dal 2004 al 2013 900 preti sono stati ridotti allo stato laicale. La sola Chiesa degli Stati Uniti ha versato, solamente nell’ultimo decennio, quasi 3 miliardi di dollari, per patteggiamenti, terapie e spese legali. Il 7% dei preti cattolici australiani è accusato di aver commesso abusi sessuali su minori a partire dal 1950. Le vittime generalmente hanno attorno ai 10 anni e mezzo. Occorre ricordare che molti innocenti non denunciano i propri carnefici e questi numeri risultano, inevitabilmente, in difetto.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Una scandalo eterno silenziato nel tempo: come dimenticare il "Crimen sollicitationis”, l’istruzione scritta dal cardinale Ottaviani, approvata da Giovanni XXIII, ove si imponeva al clero di mantenere il segreto più assoluto nei confronti dell’opinione pubblica in merito ai casi di pedofilia. La sacra chiesa non può esser scalfita. Nessun perdono a parole può bastare.

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