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Nepal: 28enne estratto vivo da macerie dopo 82 ore

Ecco lo straordinario salvataggio di un ragazzo 28enne estratto vivo dalle macerie in Nepal, dopo essere rimasto sepolto per ben 82 ore. Aveva la gamba bloccata, ed era circondato da cadaveri: "Sono sopravvissuto bevendo la mia stessa urina"

Esteri
Pubblicato il 29 aprile 2015, alle ore 18:18

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Nepal: 28enne estratto vivo da macerie dopo 82 ore

Ottantadue ore intrappolato sotto un edificio collassato, in mezzo a cadaveri e macerie, tra l’odore di morte e di calcinacci, senza quasi potersi muovere. E’ stato questo l’inferno che ha dovuto vivere Rishi Khanal, 28enne nepalese estratto vivo dai resti di una struttura alberghiera crollata per buona parte su sé stessa, in seguito al terremoto che ha sconvolto il Nepal causando più di 5.000 morti accertati. Rishi stava trascorrendo una serata all’insegna della normalità in quel di Kathmandu, all’interno di un hotel della capitale nepalese. Cena, relax, tutto nella norma. Poi, il disastro: quel 25 Aprile, alle 8:11 (ora italiana) la terra ha iniziato a tremare, così come le pareti del palazzo, che non hanno resistito alle fortissime scosse di terremoto.

La prima scossa, di magnitudo 7,8, è stata devastante: il suo ipocentro è stato individuato a circa 80 chilometri a Nord-Ovest di Kathmandu, ed una seconda scossa, di magnitudo 6,6, l’ha poi seguita, con un ipocentro situato pressappoco alla stessa distanza dalla capitale nepalese rispetto a quella precedente. Oltre al Nepal, il terremoto ha interessato anche gli Stati limitrofi. Una catastrofe che ha distrutto “diecimila vite umane” secondo le stime offerte dal Presidente del Nepal Sushil Koirala, sebbene i bilanci ufficiali siano più prudenti: la Caritas parla di circa 6.000 morti. Comunque vada una carneficina, che Rishi Khanal ha evitato solamente grazie al suo spirito di sopravvivenza, ed alla pazienza dei soccorritori che non hanno mai smesso di cercare.

“Abbiamo iniziato a scavare un varco attraverso il calcestrutto-ha poi dichiarato l’agente di polizia Narayan Thapa, uno dei salvatori del ragazzo-seguendo le istruzioni del team francese, e dopo abbiamo tagliato la trave che bloccava la sua gamba”. 82 ore di puro terrore, praticamente tre giorni e mezzo nel corso dei quali Rishi è rimasto intrappolato sotto le macerie, con una gamba incastrata, tra il fetore soffocante dei cadaveri che lo attorniavano. Ci sono volute 10 ore alla squadra di soccorso per liberarlo, una volta udite le sue grida. Ai suoi salvatori, il giovane ha dichiarato di essere sopravvissuto bevendo la propria urina. Stando a quanto riportato dal quotidiano Nepali Times, ci sarebbe stata un’altra persona sepolta viva sotto le macerie, che però non sarebbe riuscita a resistere fino all’arrivo dei soccorsi.

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