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Malala ritorna nella sua terra dopo 6 anni dall’aggressione

Malala, all'eta di 20 anni, decide di ritornare nel suo Paese dopo molto tempo dal giorno in cui le spararono in testa. Sarà un viaggio breve in cui incontrerà il premier pakistano.

Esteri
Pubblicato il 31 marzo 2018, alle ore 11:57

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Malala ritorna nella sua terra dopo 6 anni dall’aggressione

A soli undici anni Malala comincia a scrivere un diario nel quale denuncia con semplicità le azioni compiute dai talebani nella valle in cui risiedeva, lo Swat, in Pakistan. In particolare i talebani si oppongono al diritto di istruzione per le donne, ricorrendo anche alla violenza. Le sue pagine di diario vengono pubblicate dalla Bbc, documentando così i fatti quotidiani che avvengono in Pakistan, così lei diventa un’attivista.

Il 9 ottobre 2012, quando Malala aveva 14 anni, al rientro da scuola sul pullman che l’avrebbe portata a casa, venne aggredita da un talebano che, armato, le sparò alla testa. Riuscì a sopravvivere a quella situazione, venne portata in Gran Bretagna, dove guarì e diventò simbolo per tutte le donne del mondo. Ancora oggi riporta i segni di quel giorno.

Dopo l’aggressione si stanziò con la sua famiglia a Birmingham, la città in cui proseguì gli studi. Nel 2014 vinse il premio Nobel per la pace all’età di soli 17 anni, insieme all’attivista indiano Kailash Satyarthi, diventando la più giovane vincitrice di un premio Nobel. La motivazione del Comitato per il Nobel norvegese è stata: “per la loro lotta contro la sopraffazione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’istruzione”.

Ancora oggi continua a ricevere minacce di morte da circoli islamici radicali, contrari all’emancipazione delle donne. Questo non ferma però la giovane Malala che afferma di voler ritornare nel suo Paese: ”Spero di poter un giorno tornare in Pakistan, è difficile non vedere la propria casa, la propria famiglia e gli amici per oltre cinque anni”. La visita in Pakistan sarà breve e non verranno divulgate le informazioni del viaggio per ragioni di sicurezza. Sarà accompagnata dai suoi genitori in questa visita di 4 giorni, in cui incontrerà anche il premier pakistano Shadid Khaqan Abbasi.

Non è ancora stato reso pubblico se ha intenzione di ritornare nella Swat Valley, un luogo di bei ricordi sicuramente ma, purtroppo per Malala, ne conserva anche di tristi.

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Cosa ne pensa l’autore
Giada Corradini

Giada Corradini - Penso che sia una ragazza molto coraggiosa, che se non avesse davvero creduto in se stessa e nei suoi ideali, i suoi scritti sul diario sarebbero rimasti tali. Tornare nel Pakistan per qualche giorno penso sia una buona scelta, perchè comunque rappresenta un luogo importante per lei. Sicuramente sarà dotata di scorta e militari, per evitare un'altra aggressione.

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