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Ma perché Kim Jong-un sembra all’improvviso essere diventato un uomo di pace?

Fino a poco tempo fa lanciava proclami guerrafondai e soprattutto missili. Ora sembra invece voler vivere in pace con il mondo intero. A questo punto ci si domanda: cosa c’è dietro alla svolta a 180 gradi del leader nordcoreano?

Esteri
Pubblicato il 21 maggio 2018, alle ore 17:18

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Ma perché Kim Jong-un sembra all’improvviso essere diventato un uomo di pace?

Da dittatore senza scrupoli a uomo di pace. È questa la trasformazione che ha interessato Kim Jong-un, l’indiscusso numero uno del regime nordcoreano, un uomo che nel giro di pochissimi giorni ha decisamente cambiato modo di approcciarsi con il resto del mondo. Questo netto cambio di registro, che ha sorpreso anche chi non è normalmente avvezzo alle questioni di politica internazionale, ha inevitabilmente fatto sorgere una domanda: qual è la causa del suo repentino cambiamento?

A cercare di dare una risposta ci ha pensato l’analista Van Jackson per mezzo di un articolo apparso sulla rivista The Atlantic. Tutto sembra aver avuto inizio con il discorso di Capodanno, quando il leader incontrastato fece emergere l’intenzione di riprendere il dialogo con la Corea del Sud. Allo stesso tempo ha anche concesso delle clamorose aperture verso il nemico statunitense.

E proprio dagli States la sua virata a 180 gradi viene vista come una mossa volta a consolidare il proprio status di “paese nucleare”. In altre parole il dittatore ha voluto ad oggi dimostrare quale fosse il suo potenziale. Ora che tutti ne sono al corrente, può sedersi al tavolo delle trattative, sfruttando la propria posizione di potenza atomica.

Salito al potere nel 2011 alla morte del padre Kim Kong-il, il leader nordcoreano si è prefissato il raggiungimento di quattro obiettivi: eliminare le minacce interne, migliorare le condizioni di vita del suo Paese, dotarsi di un programma nucleare e sfruttare questo aspetto per ottenere il rispetto e la considerazione della comunità internazionale.

Fino ad oggi ha fatto piazza pulita degli avversari interni, si è dotato di un arsenale nucleare e sta ora riallacciando le comunicazioni con i leader stranieri. Il punto rimasto lettera morta è senza dubbio il miglioramento delle condizioni economiche, stritolate da pesanti sanzioni internazionali. Per alleviarle bisogna però trattare, meglio se avendo in mano un deterrente come l’arma nucleare.

Ma allora perché ha deciso di uscire solo ora allo scoperto? A quanto pare sarebbe stata una serie di coincidenze. Il nuovo leader sudcoreano, Moon Jae-in, è molto più aperto al dialogo con i nordcoreani rispetto alla precedente Park Geun-hye, rimossa a mezzo impeachment. Nel frattempo Kim ha completato i test nucleari, mentre i toni assai bellicosi di Trump e l’impossibilità di poter fronteggiare le sanzioni internazionali hanno implicato un drastico cambio di rotta. A questo punto l’ultima sorpresa la conosceremo probabilmente una volta che il leader nordcoreano si sarà seduto al tavolo delle trattative. Spetterà a lui scoprire le carte, esternando cosa in fin dei conti si aspetta dai suoi interlocutori.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - L’improvviso pacifismo del leader nordcoreano ha sorpreso il mondo intero. Dopo quanto fattoci vedere negli scorsi anni, in molti si sono domandati cosa ci fosse sotto. Ed ecco spiegata la sua strategia: ottenere il massimo possibile facendo leva sull’arma nucleare. Non che abbia intenzione di usarla, ma vuole semplicemente sfruttarla per raggiungere il suo disegno politico.

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