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Lourdes: luogo del "grazie" per il senso vero della vita

Roberta si è recata a Lourdes per ringraziare la Madonna per il senso profondo che ha la sua vita, un senso che va oltre il dono della vista e trova casa nel "cuore". Con lei l'amica Patrizia, che non può camminare.

Esteri
Pubblicato il 19 maggio 2018, alle ore 06:54

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Lourdes: luogo del "grazie" per il senso vero della vita

Si trovavano a Lourdes, stanche di stare, sole, in camera in una giornata primaverile. Dentro di loro fremeva il grande desiderio di uscire in piena autonomia. Così, Roberta e Patrizia hanno fatto due conti: una ci vede e l’altra cammina. Messe insieme, le loro capacità avevano quanto bastava per andare in giro da sole. Senonché, dopo pochi passi, hanno incontrato una delle accompagnatrici che – preoccupata – ha detto loro: “siete pazze, dove state andando tutte e due?“, si legge su Tgcom24.

Roberta Cotronei, 56 anni, non vedente a causa di una retinite pigmentosa manifestatasi all’età di vent’anni, è una delle due protagoniste che, con i volontari dell’ordine di Malta, si trovava in pellegrinaggio a Lourdes, non per chiedere la guarigione fisica, ma semplicemente per affidare il proprio “grazie” alla Madonna.

Con Roberta, Patrizia Matacena, di anni 55, costretta alla carrozzina dalla sclerosi multipla, e la figlia che, divertita, con lo smartphone riprende le due amiche mentre passeggiano contente e liete cantando “Sei un mito“. Roberta spinge la compagna Patrizia che vede, ma non può camminare: suo compito è indicare la strada all’amica. Tutte e due si godono l’aria calda dal sapore della libertà.

Non ci crederanno mai!“, affermano l’una all’altra le due amiche che ammettono di non avere nessun problema nel muoversi desiderose di inviare il videoclip a tutti gli amici, mentre allegre e spensierate si muovono in una terrazza che alle spalle lascia intravedere i Pirenei.

Ci si potrebbe chiedere perché Roberta non abbia chiesto alla Madonna di riavere il dono della vista. La risposta ci viene data da lei stessa, che confessa di essersi disperata per anni, fino a quando non ha capito che non avrebbe più visto: “Che senso ha passare la vita a tormentarsi per quello che non si ha? Nessuno, allora godiamoci ciò che abbiamo e andiamo avanti. Vi assicuro che sono molto felice e soddisfatta“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Bella e arricchente la testimonianza delle due amiche che, di fronte alla malattia, non si disperano, non piangono, e non chiedono "grazie" particolari, se non quella di consegnare un "Grazie" a Maria per aver trovato un senso profondo della vita, che fa loro assaporare la gioia di sentirsi vive. Auguri!

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