Iscriviti

La nuova premier della Serbia è una donna omosessuale

La nomina di Ana Brnabic come primo ministro della Serbia sarebbe stata impensabile fino a qualche anno fa, ma oggi uno dei paesi balcanici più conservatori decide di fare un enorme passo avanti verso un futuro più equo.

Esteri
Pubblicato il 16 giugno 2017, alle ore 11:52

Mi piace
11
0
La nuova premier della Serbia è una donna omosessuale
Pubblicità

Il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha nominato il ministro Ana Brnabic come Primo Ministro, facendola diventare così la prima donna e il primo politico apertamente gay ad occupare il ruolo di prestigio nel paese balcanico altamente conservatore. L’anno scorso Brnabic è stata nominata ministro nel governo balcano segnando un altro record in quanto fù il primo politico apertamente gay ad aver raggiunto una tale carica governativa.

Già quella volta la notizia fece il giro del mondo poichè era nota a tutti la particolare mancanza di diritti attribuiti alle comunità LGBT in Serbia. Attualmente la nomina del presidente Aleksandar Vucic a favore di Ana Brnabic è ufficiale ma si dovrà aspettare l’approvazione formale del parlamento serbo che avverrà la prossima settimana. Vucic la definisce “una decisione difficile ma raggiunta nell’interesse della Serbia e dei suoi cittadini”.

Brnabic è attualmente ministro governativo dell’amministrazione pubblica e del governo locale. La sua nomina in governo dell’anno scorso è stata acclamata dai gruppi dei diritti umani come storica per il paese la cui comunità gay continua ad affrontare discriminazioni, molestie e violenze. Il nuovo primo ministro di 41 anni è un’ex “imprenditrice dell’anno” nel suo paese ed è stata istruita in parte nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Parla sia inglese che russo.

Amnesty International ha identificato la Serbia come uno dei numerosi paesi dove c’è una marcata mancanza di volontà nell’affrontare l’omofobia e la transfobia. Le famiglie formate da coppie dello stesso sesso in Serbia non possono godere delle stesse protezioni legali disponibili per le coppie di sesso opposto. Il presidente Vucic ha promesso di migliorare la condizione dei diritti dei gay, questione che rientra nell’ambito degli sforzi per avvicinarsi all’adesione all’Unione europea.

Nonostante questo enorme passo avanti, il dissenso e il pregiudizio sono ancora molto presenti all’interno del paese serbo. Dragan Markovic Palma, il leader di uno dei partiti minori del governo balcano, ha affermato “Brnabic non è il mio primo ministro”. A Belgrado il Gay Pride è stato vietato per tre anni consecutivi per ragioni di pubblica sicurezza. Nel 2010 dei manifestanti di estrema destra hanno attaccato violentemente l’evento e nel 2014 la marcia ha dovuto impiegare un discreto dispiegamento delle forze dell’ordine.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lorenzon - Un grande passo avanti per la Serbia. Bisogna vedere però se una tale manovra ha il solo scopo di rendere il Paese un valido candidato per l'Unione Europea, poichè in tal caso c'è il rischio che una volta aderito ritorni presto allo status quo. In ogni caso la scelta politica è storica, ora bisogna cercare di cambiare la mentalità della popolazione.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!