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La Libia sprofonda di nuovo nel caos. In Italia si temono attentati terroristici e nuovi sbarchi

Scontri a Tirana. False notizie sull'aiuto italiano al governo libico contro i ribelli. La "settima brigata" in marcia verso la Capitale. Serraj proclama lo stato d'emergenza. E si fa strada il sospetto di un disegno contro l'Italia

Esteri
Pubblicato il 3 settembre 2018, alle ore 16:52

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La Libia sprofonda di nuovo nel caos. In Italia si temono attentati terroristici e nuovi sbarchi

La Libia è di nuovo nel caos. Gli scontri provocati in queste ore a Tripoli hanno allertato i servizi segreti italiani, che temono possibili attacchi terroristici nel nostro Paese.

L’Allerta è alta e l’intelligence sta monitorando anche i siti internet per intercettare possibili scambi di informazioni tra gruppi estremisti.

Le motivazioni dell’allert

Gli scontri, secondo fonti attendibili, sarebbero da ricondursi a motivi politici ed economici. I gruppi tribali non gradirebbero le ingerenze dell’Europa sulla nazione. Quella della Francia, innanzitutto, che sulla Libia coltiva interessi economici legati al petrolio; e dell’Italia, impegnata a stablizzare la politica di quel Paese. I francesi, infatti, puntano a mettere lo zampino nelle elezioni libiche di dicembre, coadiuvata in questo dall’Inghilterra. Mentre l’Italia lavora con Tripoli per bloccare i flussi, che in queste condizioni di caos potrebbero riprendere copiosamente, facendo la felicità di ci vuol vedere diventare un hot spot del vecchio continente.

I sospetti di un disegno contro il nostro Paese si stanno facendo più forti di quanto non lo fossero già in passato. Il razzo che ha colpito l’ambascita italiana e gli attacchi mediatici, corredati da fake news, secondo cui l’Italia avrebbe aiutato con mezzi aerei l’attacco di Al Serraj contro i ribelli, stanno avvalorando questa tesi.

Una tesi accompagnata dal sospetto che dietro alle bufale sul nostro Paese ci sia la Francia di Macron, che, in più di un’occasione ha minacciato l’Italia a causa della chiusura dei suoi porti. Una crociata antitaliana che potrebbero spingere cellule terroristiche dormienti a colpire il Belpaese con azioni dinamitardi e spettacolari.

Le cronache dei disordini libici raccontano di centri assediati e riportano news che narrano di un caos totale. Dal canto suo Al Serraj ha dichiarato lo stato di emergenza per frenare lo spargimento di sangue, ridurre le perdite materiali e le vite umane, tutelare la sicurezza dei civili, le strutture pubbliche e private.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - A questo punto, con il perpetrarsi dei disordini, va presa in considerazione l'ipotesi del blocco navale. Un intervento diretto, radicale e meno soft a tutela della "libertà e della democrazia" in libia per limitare i danni dell'ennesima emergenza umanitaria che potrebbe riversarsi in Italia a discapito della sicurezza nazione. In alternativa apriamo i porti, eliminiamo il governo, il parlamento e cediamo il controllo direttamente all'Eliseo. Che ne dite?

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

03 settembre 2018 - 21:08:55

Ah Sarkò, Sarkò ma perché non ti si sei fatto i cabbasisi tuoi?

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