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Il vento del populismo adesso soffia forte anche sulla Francia di Macron

I sondaggi danno Marine Le Pen in vantaggio alle prossime europee sul presidente Emmanuel Macron. L'attuale presidente francese, che voci incontrollate voglio in preda a un esaurimento nervoso, ora rischia una sonora sconfitta.

Esteri
Pubblicato il 6 novembre 2018, alle ore 13:59

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Il vento del populismo adesso soffia forte anche sulla Francia di Macron

In Italia, dopo 7 anni di governi europeisti, incarnati da Monti, Letta, Renzi e Gentiloni (tutti regolarmente non eletti dal popolo), Matteo Salvini ha rappresentato il nuovo, la rivalsa sovranista sulla petulanza progressista dell’Europa. Ora, dopo l’Italia, anche la Francia potrebbe presto essere dominata dalle forze impetuose del populismo.

L’addio alla politica di Angela Merkel, infatti, ha segnato una staffetta: ora è Macron il nuovo simbolo dei globalisti. Ma le elezioni europee di maggio potrebbe costargli caro, dato che il capo dell’Eliseo continua a perdere consensi a vantaggio della sua storica rivale, Marine Le Pen, che – al contrario – conquista ogni giorno sempre più terreno.

Macron, all’inizio della sua elezione a presidente, vantava un consenso del 70%. Ora, questi numeri sono in netto ribasso. Secondo recenti sondaggi, infatti, solo il 30% dei francesi crede ancora in lui; il restante è rimasto deluso del suo operato politico, oltre a rimanere indignato dallo scandalo Benalla, il collaboratore del presidente ripreso da un video mentre picchiava un manifestante durante uno sciopero nei trasporti.

Il vorticoso declino di Macron, unito a voci che lo vogliono in preda a un forte “esaurimento nervoso”, stanno mettendo in allarme gli europeisti. Le statistiche, del resto, parlano chiaro: il partito di Macron – La République en Marche – è secondo alle elezioni europee, dietro proprio a Marine Le Pen con il suo Rassemblement National (ex Front National).

La Le Pen non è mai stata favorevole all’Europa. Almeno non a questa Europa. Lei e Salvini da tempo hanno suggellato un’alleanza, con la partecipazione anche dell’ungherese Orban, per formare un fronte populista compatto il cui candidato potrebbe essere lo stesso Salvini, o il suo omologo svedese Jimmie Akesson.

I populisti potrebbero ottenere maggior vigore se Le Pen riuscisse a prevalere su Macron. L’Italia è ormai saldamente in mano ai sovranisti con Lega e M5S. Stessa cosa può dirsi dell’Ungheria, mentre la Svezia si avvia a diventarlo a breve. Fatta quasi fuori la Merkel dalla scena politica, strappare la Francia agli europeisti sarebbe adesso davvero il colpo più grosso.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Il destino della Francia sembra essere proprio quello di avere presidenti ai limiti della follia. Napoleone, si sa, era ossessionato dalle conquiste, tanto da perdere 470.000 soldati durante la campagna di Russia. De Gaulle si auto-celebrava come vincitore della seconda guerra mondiale, pur avendo visto la Francia perdere la guerra in pochi giorni. Pompidou si era sublimato come santo mentre nutriva passioni segrete. Giscard d’Estaing era un esteta. Mitterrand inventò la dottrina per la quale i terroristi italiani come Battisti potevano trovare rifugio in Francia. Chirac era un affarista scialbo. Sarkozy l’uomo che destabilizzato la Libia generando l'emergenza migratoria. Hollande un ometto ridicolo che bombardava la Siria attirandosi le rappresaglie dell'Isis. Macron un servo dell'èlite, incosciente e pericoloso. Tutti assieme evidenziano il problema fondamentale di tutti i Paesi: l’incapacità di far emergere una classe politica degna di questo nome.

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