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Il futuro rapporto tra le due Coree dopo le Olimpiadi

Si sono chiuse a Pyeongchang​, in Corea del Sud, le Olimpiadi del disgelo, così ribattezzate per l'apertura registrata verso la Corea del Nord che ha partecipato ai Giochi invernali

Esteri
Pubblicato il 26 febbraio 2018, alle ore 17:12

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Il futuro rapporto tra le due Coree dopo le Olimpiadi

Alla storica stretta di mano avvenuta nel corso della cerimonia di apertura tra il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, e la sorella di Kim Jong-Un, Kim Yo-jong, primo membro della dinastia del regime comunista in visita al Sud dal lontano1953, è seguito un invito al leader di Seul a recarsi a Pyongyang per il primo vertice bilaterale da più di 10 anni (2007). Una visita che per Moon richiede tuttavia le giuste condizioni per concretizzarsi.

In aggiunta, malgrado il nuovo round di aspre sanzioni economiche varate venerdì dagli Stati Uniti contro oltre 50 compagnie di trasporto navale legate alla Corea del Nord, definite dallo stesso presidente americano Donald Trump, “le più pesanti di sempre” e la reazione di Pyongyang che le ha bollate come un “atto di guerra“, la Corea del Nord ha fatto sapere di essere disposta ad aprire un dialogo con Washington.

Quale sarà il futuro rapporto tra le due Coree dopo le Olimpiadi?

Il regime della Corea del Nord da tempo cerca un dialogo senza precondizioni con Washington, che da parte sua pone tuttavia  l’accento su passi concreti che il pyongyang deve intraprendere verso il disarmo prima che ciò possa avvenire. 

Ammantate di attesa e interrogativi per mesi a causa delle minacce, degli insulti e dei test missilistici che hanno fatto schizzare alle stelle la tensione nella regione, le XXIII Olimpiadi invernali hanno fatto registrare passi avanti importanti tra le due Coree, a cominciare dalla squadra femminile di hockey sul ghiaccio congiunta la quale ha gareggiato sotto un’unica bandiera. 

L’arrivo a Pyeongchang della delegazione nordcoreana aveva inizialmente suscitato grande scalpore e proteste, con 229 cheerleader, ventisei atleti, ventuno giornalisti e funzionari sportivi di Pyongyang, tra cui quattro membri del Comitato Olimpico nordcoreano, e il ministro dello Sport del regime di Kim Jong-un, Kim Il-guk.

Nessun incontro però è previsto Tra Usa e Corea del Nord, come hanno ribadito più volte Seul e Washington. Resta inoltre il fatto che nella cerimonia di chiusura, gli atleti sudcoreani e nordcoreani hanno sfilato ognuno sotto la propria bandiera, contrariamente a quanto era avvenuto nella cerimonia di apertura. 

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Cosa ne pensa l’autore
Luca Santini

Luca Santini - I giochi Olimpici appena conclusi sono stati davvero importanti per dimostrare al mondo intero come sia possibile trovare una soluzione di compromesso negoziale tra le due Coree. Sarebbe forse opportuno che gli Stati Uniti si astengano dall'intervenire in modo massiccio in questo processo, visto che fino a questo momento hanno solamente ottenuto il risultato di aumentare l'escalation della tensione.

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