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Il ciclone Gita dopo aver colpito Tonga si dirige verso le isole Fiji

Bisogna avere più di 60 anni per aver visto un ciclone peggiore di Gita! Viaggia con una velocità di 200-230 chilometri orari, e dove passa distrugge. Diretto verso le isole Fiji si teme possa arrivare fino in Nuova Zelanda.

Esteri
Pubblicato il 13 febbraio 2018, alle ore 16:42

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Il ciclone Gita dopo aver colpito Tonga si dirige verso le isole Fiji
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Il ciclone Gita si è presentato con una forza superiore a 200 chilometri orari, scoperchiando i tetti delle case, distruggendo le chiese e tra i palazzi colpiti anche l’edificio sede del Parlamento del Regno di Tonga. Gli aeroporti sono stati tutti chiusi. Gita, dopo aver colpito le isole Tonga, in Polinesia, ora si sta dirigendo verso le isole Fiji.

Il ciclone tropicale Gita, classificato di categoria 4, si è abbattuto – nella notte tra il 12 e il 13 febbraio – sull’arcipelago delle Tonga, nell’oceano Pacifico. I venti in qualche momento hanno raggiunto punte di velocità di 230 chilometri orari. Secondo il servizio metereologico del Regno Unito, negli ultimi 60 anni non si era mai registrato un ciclone che passasse così vicino alle isole di Tongatapu ed ‘Eua.

Nonostante le previsioni dell’arrivo imminente del ciclone Gita e gli accorgimenti del primo ministro che, dichiarando lo stato di emergenza – con le autorità competenti – aveva ordinato il coprifuoco, l’isola di Tongatapu è rimasta senza elettricità, 75mila persone sono rimaste al buio, tre sono rimaste ferite gravemente e una trentina in modo lieve. Ma è ancora troppo presto per contare il numero dei feriti.

A Radio New Zealand, un portavoce dell’Ufficio nazionale di gestione delle emergenze ha riferito: “Abbiamo ricevuto centinaia di chiamate durante la notte per via degli alberi che si sono abbattuti sulle case e delle persone che sono rimaste intrappolate al loro interno”, e questo nonostante fossero riusciti a portare in centri di emergenza circa 5.000 persone. Le strade sono divenute fiumi di detriti a causa delle inondazioni. Si teme che anche l’acqua potabile sia contaminata.

La perturbazione pare che ora si stia dirigendo verso le isole Fiji e nel suo procedere sta acquistando intensità; con la forza che sta manifestando si teme che possa arrivare anche in Nuova Zelanda.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Portano sempre un po' di scompiglio queste notizie, nonostante possiamo dirci lontani... 'forse' al sicuro. Ma il mondo è così piccolo che qualsiasi cosa accada ad un'altra persona è come se un po' toccasse anche noi. Non so se questi eventi naturali sono causati dall'uomo, come taluni dicono, o se sono semplicemente "naturali"... se io abitassi in uno di questi Paesi, lo lascerei e... cercherei stabilità altrove. Ma qui si apre un altro ciclone!

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