Iscriviti

Ikea France, errore alla cassa. Padre e figlia finiscono in prigione

Émilie Guzzo è finita in cella con il papà, non aveva passato bene alcuni barattoli alla cassa self service. Dopo essere stati trattati come ladri, i due hanno ricevuto le scuse pubbliche di Ikea France che ha ritirato la denuncia

Esteri
Pubblicato il 12 ottobre 2018, alle ore 06:43

Mi piace
6
0
Ikea France, errore alla cassa. Padre e figlia finiscono in prigione

Émilie Guzzo, una donna di Strasburgo, ha raccontato su Twitter la disavventura vissuta insieme al padre, finiti in carcere per non aver passato correttamente alcuni articoli, quattro barattoli per la precisione, alla cassa self service dell’Ikea.

Al racconto della donna sono seguite migliaia di condivisioni e di proteste online, tanto che Ikea France dopo essersi scusata, ha ritirato la denuncia. L’esperienza di padre e figlia viene descritta come incredibile e angosciante per l’impossibilità “a fermare l’ottusità e la macchina burocratica una volta che si sono messe in moto” scrive corriere.it.

Il racconto di Émilie

Con il padre si è recata all’Ikea per acquistare dei barattoli di vetro visti online, ne hanno presi quattro, chiusi con un coperchio. Al momento del pagamento, mentre passano i barattoli alla cassa, i due chiacchierano.
All’uscita l’agente di sicurezza li ferma per aver passato male lo scanner sui quattro barattoli: avevano passato solo il prezzo del barattolo e non quello del coperchio. Una svista pagata cara. Viene chiamato il superiore che senza ragione afferma che i due hanno rubato. Il padre, ammettendo l’errore, cerca di spiegare che non era loro intenzione fare un furto ma che non hanno fatto attenzione. Mentre il direttore insiste l’uomo s’innervosisce. La figlia allora cerca di rimediare: “mi spiace colpa mia ho passato male gli articoli” in tutta risposta si sente dire: “Dunque sei tu la ladra!!” e chiama la polizia.

Il padre convinto di non aver fatto nulla di male, riesce a tranquillizzare anche la figlia. Non la pensano così i poliziotti che dicono: “la portiamo via per furto organizzato, adesso arriva un’altra pattuglia per trasportare suo padre, lei viene con me”, quindi la spavento: “se provi a scappare ti sparo con il taser”. Il viaggio verso il commissariato è silenzioso, solo le chiedono se avesse bevuto.

Tutto quello che padre e figlia capiscono è che devono trascorrere 24 ore in cella. Émilie a questo punto racconta: “Segue un delirio tra le celle con i detenuti che sbattono le mani sui vetri, le tasche svuotate, i lacci delle scarpe tolti così come il reggiseno, infine la cella ‘minuscola e sporchissima‘”. Finalmente cambia il turno al commissariato, il fatto si ridimensiona e padre e figlia, dopo tre ore escono di cella.

Ikea France, resasi conto del disguido, ha messo mano alla tastiera è ha twittato le scuse sentite con l’impegno a ritirare la denuncia. Émilie intanto si raccomanda con gli amici di far attenzione alle casse, di passare bene gli articoli e di non dimenticate mai che per dei barattoli si può finire in custodia cautelare.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - La macchina della burocrazia è molte volte difficile da fermare, se poi è pilotata da persone ottuse come racconta Émilie, si salvi chi può. Penso che tutti abbiamo fatto esperienza nel nostro piccolo della lentezza della burocrazia e dei passaggi insensati che bisogna fare prima di completare una procedura che a tutti appare in realtà molto semplice.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!