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GB: al piccolo Alfie Evans verrà staccata la spina. La corte di Strasburgo rifiuta il ricorso dei genitori

Dopo la sentenza dei giudici, all'ospedale di Liverpool verranno avviate le procedure per staccare i macchinari di Alfie, che sono l'unica fonte di vita per il bambino, affetto da malattia neurodegenerativa.

Esteri
Pubblicato il 23 aprile 2018, alle ore 18:02

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GB: al piccolo Alfie Evans verrà staccata la spina. La corte di Strasburgo rifiuta il ricorso dei genitori

La Corte europea dei diritti umani ha rifiutato i ricorsi che i genitori di Alfie hanno presentato insieme alla loro richiesta per tenerlo in vita. La procedura che prevedeva il distacco dei macchinari che tengono in vita Alfie, doveva essere avviata alle ore 14 del 23 Aprile 2018. Ma quando tutto sembrava pronto, i genitori sono riusciti ad ottenere una proroga per chiarire l’aspetto formale della sentenza. Nonostante la proroga, però, sembra che il destino di Alfie sarà inevitabile.

La Corte ha rigettato i ricorsi dei genitori di Alfie Evans, bambino affetto da una forma grave di malattia neurodegenerativa. Per i giudici le autorità britanniche non stanno in alcun modo violando la libertà del piccolo non consentendo il trasferimento in altri ospedali. Alfie vive grazie al supporto dei macchinari.

Il padre di Alfie ha pubblicato su Facebook il “piano per la sospensione del trattamento“, ovvero un documento trasmesso dall’Ospedale di Liverpool ai genitori, dove viene spiegato il piano per l’interruzione. Presenti nella documentazione ci sono alcune indicazioni: viene spiegata la procedura per il distacco dei macchinari che tengono in vita Alfie, l’autorizzazione alla presenza per i genitori e altri due membri, e se si desidera un prete. Inoltre, viene spiegato che al piccolo verranno somministrati analgesici e ansiolitici per evitargli ogni forma di sofferenza.

Presente all’Ospedale di Liverpool, su richiesta dei genitori, anche Marielle Enoc, presidente dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, che ha dichiarato all’ANSA: “I genitori non si rassegnano, stanno facendo di tutto per rallentare l’inizio della procedura ma non si può più far nulla”.

Proteste in atto: “Save Alfie”

Molte sono le persone radunate davanti all’ospedale pediatrico dove è ricoverato il piccolo Alfie, per sostenere la battaglia della famiglia Evans. I manifestanti sventolano insegne con scritto “Alfie Army”. Alcuni manifestanti hanno tentato di irrompere nella struttura, ma sono stati bloccati subito dalla polizia. Diverse persone si tengono per mano, formando una catena umana e urlando il loro slogan: “Save Alfie Evans”, ovvero “Salviamo Alfie Evans“. La polizia ha per sicurezza serrato l’ingresso, ma la tensione rimane alta.

In questi giorni si sono cercati vari modi per salvare la vita di Alfie, soprattutto da parte della famiglia e volontari. Sono state presentate denunce penali all’ospedale per maltrattamenti, che imporrebbero un’indagine prima della morte del piccolo, appelli alla Commissione europea e molto altro. Ma nessuno di questi tentativi in extremis sembra potere cambiare le sorti decise dalla Corte europea di Strasburgo.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Quella di Alfie Evans è una vicenda che come tante sconvolge l'opinione pubblica e la divide. Nessun genitore vorrebbe mai arrendersi all'idea di staccare la spina che tiene in vita il proprio bambino, e soprattutto si cerca ogni strada e possibile soluzione. A decidere le sorti del piccolo, dopo l'ospedale, è stata la Commissione europea, nessuno potrà mai sapere quale strada sia migliore per Alfie. In ogni modo si spera che voli via senza soffrire.

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