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Erdogan fa piangere una bambina augurandole di morire da martire

Un'uscita che non ha solamente messo in seria difficoltà la piccola, ma ha anche scosso una parte della comunità turca che non simpatizza con il Presidente

Esteri
Pubblicato il 27 febbraio 2018, alle ore 16:47

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Erdogan fa piangere una bambina augurandole di morire da martire

Si è appena scatenata una vera e propria bufera sul presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che a una bambina di soli 6 anni ha detto che sarà avvolta nella bandiera turca qualora dovesse morire da martire. Un’uscita che non solo ha messo in difficoltà la piccola ma che ha anche scosso una parte della comunità turca. 

Erdogan si trovava a un comizio del suo partito, nella regione meridionale della Turchia, dove stava esortando i cittadini a sostenere l’esercito impegnato in Siria, nell’offensiva di Afrin (operazione ramoscello d’ulivo). 

Erdogan ha fatto piangere una bimba augurandole di morire da martire

Ad un certo punto, il ‘Reis’ ha avvistato la bambina di 6 anni tra la folla, vestita con abiti militari e con il berretto marrone. E ha subito chiesto che le venisse avvicinata: innalzata sul palco, la bimba esitante non ha retto allo stress e ha cominciato a piagnucolare. E allora lui l’ha incoraggiata: “Ha la bandiera turca in tasca. Se diventerà una martire, a Dio piacendo, la avvolgeremo con quella. Sei pronta a tutto, non è vero?”. 

Le agenzie di stampa turche hanno riportato la notizia ritraendo la bambina, Amine Tiras, di appena sei anni, come coraggiosa e risoluta; ma molti turchi hanno definito inappropriato ed inopportuno il commento del presidente che quasi le augurava di morire da martire. In Turchia i temi del servizio militare, del nazionalismo e del martirio sono storicamente molto sentiti, con slogan popolari come “Ogni turco è nato soldato“.

La Turchia del resto ha una lunghissima tradizione di militarismo nazionalista. Da quando è stata lanciata l’operazione di Afrin, il governo ha lanciato una campagna nazionale a sostegno dell’intervento contro le milizie curde, con cartelloni e striscioni che lodano il lavoro delle forze armate e onorano i soldati caduti in battaglia, ai quali viene concesso l’onore dei martiri.

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Cosa ne pensa l’autore
Luca Santini

Luca Santini - SI tratta dell'ennesimo gesto discutibile dell'uomo forte di Ankara. Fa parte senza dubbio della sua campagna a favore dell'interventismo militare volto e distruggere le unità combattenti curde presenti nel nord della Siria, ora che lo Stato Islamico sembra essere stato quasi totalmente sconfitto. E' risaputo d'altronde, che il vero nemico per Erdogan sono i curdi.

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