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Donna fermata alla dogana: due boa nella borsetta

Fermata per un normale controllo di routine alla dogana verso la Svizzera, nella borsetta sono stati ritrovati due serpenti boa vivi e non dichiarati.

Esteri
Pubblicato il 25 settembre 2018, alle ore 16:07

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Donna fermata alla dogana: due boa nella borsetta

Un ritrovamento alquanto strano quello che hanno fatto le forze dell’ordine ieri pomeriggio, quando durante un normale controllo di routine doganale, hanno ritrovato due boa all’interno della borsetta di una donna.

Due serpenti ancora vivi e avvolti in della plastica trasparente che aspettavano di essere riportati in Svizzera insieme all’intera famiglia nel veicolo. Se non fosse stato per i due cani addestrati a rintracciare proprio gli animali, i due boa avrebbero continuato a viaggiare illegalmente.

Una famiglia e due boa in viaggio per la Svizzera

Sembra l’inizio di una barzelletta: “c’era una famiglia e due boa in viaggio per la Svizzera“, eppure è proprio quanto è successo nel primo pomeriggio di lunedì 24 settembre, quando la polizia doganale ha fermato per un normale controllo una famiglia all’interno di un veicolo al Confine di Pizzamiglio, diretto in Svizzera.

Con la Polizia erano presenti anche i due cani addestrati per trovare tracce di eventuali animali presenti all’interno dei veicoli. I nomi dei due cani poliziotti sono Jack e Oba, e proprio grazie a loro è stata fatta la scoperta incredibile. Jack e Oba sono stati incuriositi dalla borsetta della ragazza presente nell’automobile, facendo così insospettire la Polizia che ha voluto controllare i bagagli e anche quella borsetta su cui i cani sembravano tanto impuntarsi.

Non appena la borsa è stata aperta, ecco la scoperta: due boa Constrictor Imperator vivi non dichiarati, avvolti in un contenitore di plastica trasparente e che viaggiavano indisturbati insieme all’intera famiglia.

Com’è stato fatto il ritrovamento senza dubbio tra i più curiosi, la polizia ha contattata l’Ufficio della sicurezza alimentare e di veterinaria, l’USAV, che ha successivamente richiesto un deposito cauzionale. In poche parole la famiglia ha potuto continuare a vivere con i suoi due boa in casa, senza però poterne fare uso, ovvero venderli, regalarli o commercializzarli in qualche modo.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Ad essere sincera di tutta questa storia non mi sconvolge la scoperta di due boa all'interno di una borsa, ma il modo in cui questi due poveri animali stavano viaggiando. Sono pur sempre essere viventi e spero non abbiano sofferto in quel contenitore di plastica, se poi facevano effettivamente parte della famiglia, mi viene da dire: tutto è bene quello che finisce bene.

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