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Corsica, impatto tra due navi causa riversamento di carburante in mare

Un incidente navale, avvenuto al largo della Corsica, ha causato un pericoloso riversamento di carburante in mare che ha già formato una chiazza nera di 10 km quadrati.

Esteri
Pubblicato il 8 ottobre 2018, alle ore 14:13

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Corsica, impatto tra due navi causa riversamento di carburante in mare

L’ennesimo riversamento di inquinanti in mare si è verificato ieri, 7 ottobre, nel mar Tirreno, in seguito ad un incidente navale. L’accaduto è avvenuto a circa 14 miglia da Capo Corso, in acque internazionali a Nord della Corsica, e già si parla di emergenza inquinamento anche per le acque italiane.

L’incidente, avvenuto alle 7:30 di domenica mattina, è stato provocato dallo scontro diretto tra due mantovane che trasportavano merci: la prima proveniente dalla Tunisia, la Ulisse, che trasportava camion ed auto, e la seconda proveniente da Cipro, la Cls Virginia, portacontainer. È stata la Ulisse ad essersi scontrata contro la Virginia colpendone la fiancata con un impatto diretto.

Emergenza inquinamento

La notizia è stata già confermata dal Ministero dell’ambiente e dalla Guardia Costiera italiana, la quale ha già inviato tre navi antinquinamento dai porti di Livorno e di Genova per arginare la marea nera; la Francia, invece, ha gestito le operazioni di salvataggio e di recupero dei due equipaggi.

Non sono stati registrati feriti. L’impatto ha però causato uno squarcio nel serbatoio della nave Virginia provocando la fuoriuscita di ben 600 metri cubi di carburante. La miscela ha cominciato ad espandersi in mare formando una grossa chiazza nera di gasolio che ha già raggiunto i 10 Km quadrati di estensione. Le dinamiche dell’incidente sono ancora da chiarire, si suppone infatti che la Virginia fosse ancorata e ferma in mare aperto, forse per un guasto.

Particolarmente a rischio è ora la fauna marina italiana e si lotta contro il tempo per evitare il disastro ambientale. La grossa chiazza di gasolio, infatti, è molto vicina al nostro “santuario dei cetacei”, un’area marina protetta in cui vivono almeno 12 specie di mammiferi marini, tra balenotteri e delfini.

Attualmente le autorità stanno lavorando per mitigare il danno e la situazione viene costantemente monitorata anche per mezzi aerei, si attendono ulteriori sviluppi.

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Cosa ne pensa l’autore
Rosa Tea Di Sclafani

Rosa Tea Di Sclafani - Non si riesce proprio a dar tregua alle acque marine del nostro pianete, continuamente inquinate e impoverite dall'uomo. In questo caso si parla del nostro bellissimo mare e delle nostre preziose specie marine e vegetali che vanno tutelate e salvaguardate ad ogni costo; ognuno di questi incidenti va intaccando in modo irreversibile la salute dei nostri mari e pur essendo "incidenti", e quindi involontari, si può fare ancora molto per prevenirli.

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