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Continua, ignorata dall’Occidente, la crisi diplomatica tra Canada e Arabia Saudita

L'Arabia Saudita liquida tutti i suoi investimenti in Canada. Una stima valuta in circa venti miliardi di dollari il controvalore delle attività detenute dai fondi di investimento statali.

Esteri
Pubblicato il 10 agosto 2018, alle ore 20:02

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Continua, ignorata dall’Occidente, la crisi diplomatica tra Canada e Arabia Saudita

Tutto ha avuto inizio quando l’ambasciatore canadese Denis Horak con un tweet ha richiesto la liberazione di alcuni attivisti dei diritti umani arrestati recentemente. Tra questi figura Samar Badawi, punto di riferimento nella lotta pacifica per il riconoscimento di maggiori diritti alle donne che, tanto per dare un esempio, hanno visto solo da poco vedersi riconosciuta la possibilità di guidare un’auto.

Samar, insieme a numerosi altri attivisti, è stata arrestata con l’accusa di aver attentato alla sicurezza nazionale e aver collaborato con i nemici dello Stato.
L’ambasciatore è stato ritenuto persona non grata e invitato ad abbandonare il Paese in ventiquattro ore; il governo canadese ha comunque appoggiato pienamente il diplomatico, sia con una dichiarazione ufficiale che del ministro degli esteri Chrystia Freeland.

Cosa ancora più grave, è cominciata una ritorsione economica dell’Arabia Saudita verso il Canada con la richiesta del principe ereditario Mohammed Bin Salman ai maggiori investitori sauditi di liquidare tutti gli investimenti effettuati in Canada.

Nonostante si tratti di un minaccia, neanche tanto velata, a tutto l’occidente di non interferire nella politicainterna del paese arabo, da nessuno stato o organizzazione sovranazionale, che normalmente spendono parole di sostegno alla lotta per i diritti civili, sono arrivate parole di solidarietà; cinicamente, ha prevalso la ragione di stato.

Non si deve dimenticare, infatti, che l’Arabia Saudita è considerata al momento il maggiore alleato degli Stati Uniti in Medio Oriente ed è il maggior oppositore del fondamentalismo scita rappresentato dell’Iran, storico ‘nemico’ della politica estera americana.

Cosa importa, quindi, dei diritti umani o di quelli delle donne; oppure che il regime wahabita, che governa il paese, sia stato tra i maggiori sostenitore dell’ISIS?
Inoltre è tra i maggiori esportatori di petrolio al mondo e questo ha permesso al fondo sovrano di accumulare un patrimonio gigantesco investito in tutte le borse del mondo. 

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Cosa ne pensa l’autore
Ivan Luca Zappa

Ivan Luca Zappa - Complimenti al governo Canadese per la coerenza. Per quanto riguarda invece Onu, Unione Europea e USA, sempre pronti a mettere sanzioni ad altri paesi, forti con i deboli e deboli con i forti, dovrebbero farsi un esame di coscienza: il rispetto della cultura e delle tradizioni non deve mai essere superiore al rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo.

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