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Catherine Healy: l’ex prostituta è ora una “dama di compagnia” della Regina Elisabetta II

L’ex prostituta neozelandese è stata premiata dalla regina Elisabetta II con il titolo di “Dame Companion” dell’Ordine al Merito della Nuova Zelanda. La motivazione è presto detta: si è sempre battuta a favore dei diritti dei “lavoratori del sesso”

Esteri
Pubblicato il 8 giugno 2018, alle ore 13:44

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Catherine Healy: l’ex prostituta è ora una “dama di compagnia” della Regina Elisabetta II

Nell’ambito delle celebrazioni per i 92 anni della Regina Elisabetta II, la sovrana ha deciso di premiare una lista di cittadini del Commonwealth che si sono distinti per meriti speciali. Tra costoro, ad ottenere il titolo di “Dame Companion” dell’ordine al Merito della Nuova Zelanda è comparso anche il nome di Catherine Healy, 62enne che oltre ad essere stata maestra elementare, ha anche lavorato come prostituta.

Ero spaventata e lo trovavo davvero difficile da credere“, ha riferito sbalordita al Guardian. Mai e poi mai si sarebbe aspettata di poter essere nominata Dama Gran Compagno dell’Ordine al Merito della Nuova Zelanda. Ma evidentemente la sovrana ha voluto premiarla per la sua storia molto particolare.

Dopo essere stata arrestata negli anni ’80 a seguito di un’irruzione della polizia nel bordello di Wellington, si è sempre spesa a favore dei diritti delle prostitute, storicamente discriminate rispetto a tutti gli altri lavoratori.

Nel 1986 ha quindi fondato il NZCP, il collettivo delle prostitute neozelandesi votato alla promozione dei diritti di tutti i “lavoratori del sesso”. Inizialmente l’organizzazione si batteva per rafforzare la prevenzione contro l’HIV; successivamente ha preso a cuore anche tutti gli altri temi afferenti il mercato del sesso a pagamento. La sua perseveranza ha così contribuito alla formulazione di un disegno di legge che nel 2003 ha portato alla depenalizzazione della prostituzione.

Non avremmo mai potuto immaginare una cosa del genere” ha riferito a nome di tutte le altre colleghe che hanno preso parte alla campagna a tutela delle prostitute del suo Paese. “Fino a due settimane fa, l’idea non ci aveva mai sfiorato”. Per questa ragione non può che essere soddisfatta di quanto fatto per la Nuova Zelanda, un paese da sempre dimostratosi molto progressista: non a caso fu uno tra i primi a riconoscere il diritto di voto alle donne già nel XIX secolo.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La scelta della Regina Elisabetta II è sorprendente e la rivaluta agli occhi di tutto il Commonwealth. La prostituzione pur essendo condannata e schernita in molti paesi del mondo, rimane un lavoro che andrebbe invece regolamentato. Ogni mestiere ha un proprio albo e ordine: da qui non si vede per quale ragione anche questa categoria non debba dotarsi di strutture di egual livello.

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