Iscriviti

Australia, esposta Sarco: la prima macchina per il suicidio

In Australia è stata esposta Sarco, la macchina ideata per il suicidio dei pazienti terminali. Stampabile in 3D a casa propria, ecco il suo funzionamento.

Esteri
Pubblicato il 28 ottobre 2018, alle ore 13:11

Mi piace
2
0
Australia, esposta Sarco: la prima macchina per il suicidio

Dal novembre scorso nello Stato australiano di Victoria, dov’è anche situata la sua capitale Melbourne, è stata resa legale l’eutanasia in determinate condizioni per i pazienti malati terminali, ed è proprio qui che in questi giorni è stata esposta la prima macchina creata per il suicidio. Stampabile in 3D direttamente a casa del paziente, il medico ideatore di Sarco, Philip Nitschke, spiega il suo funzionamento. 

Sarco è il nome della nuova macchina ideata per il suicidio. La macchina dalle sembianze di una capsula del tempo sta facendo molto discutere. Il suo utilizzo non è accessibile a tutti, seppur stampabile in 3D, perchè si possa utilizzare è necessario un codice inviato solo se giudicati idonei.

Il funzionamento di Sarco

Così come spiega l’ideatore di Sarco, il medico australiano Philip Nitschke, è stata ideata per concedere ai pazienti malati terminali di poter mettere fine alla propria vita in modo indolore e con dignità. Inoltre, è possibile sepellire il defunto direttamente con la macchina, in modo tale da non spostare la salma del proprio caro una volta terminata l’eutanasia.

Il paziente dovrà eseguire un test online, e solo se verrà giudicato mentalmente idoneo gli verrà inviato il codice per aprire la macchina. Il codice utilizzato, sarà disponibile solo per 24 ore e, sia al momento della sua apertura ma anche una volta chiusi al suo interno, Sarco chiederà ripetutamente la conferma del gesto che si vuole portare a termine.

La morte provocata da Sarco viene definita senza alcun dolore poichè consiste nel ridurre gradualmente il livello di ossigeno all’interno della macchina, e sostituirlo con l’azoto. In questo modo, così come spiega lo stesso ideatore Nitschke, il malato non avvertirà alcun dolore, non avrà problemi di respirazione e non avvertirà neanche la sensazione di mancanza d’ossigeno. 

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Questi sono forse quegli argomenti che non si possono neanche commentare senza aver vissuto in prima persona questa sofferenza. Chi giudica, spesso non ha la minima idea di che cosa voglia dire soffrire tanto, o anche solo far parte di una famiglia che sta soffrendo e vedendo chi ama spegnersi nel modo più brutto al mondo. Se questo può aiutare famiglie e persone che non ce a fanno più a vivere nella sofferenza, penso che i commenti siano secondari.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!