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Antartide, accoltella il collega scienziato perché gli svelava la fine dei gialli

Sergey Savitsky, 55 anni, ha aggredito il suo collega, il 52enne Oleg Beloguzov perchè gli svelava la fine dei libri gialli che stava leggendo. L'uomo è ricoverato in terapia intensiva, ma non è in pericolo di vita.

Esteri
Pubblicato il 2 novembre 2018, alle ore 12:49

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Antartide, accoltella il collega scienziato perché gli svelava la fine dei gialli

Ci troviamo nella base di King George Island, in Antartide, dove lo scienziato Oleg Beloguzov (sulla sinistra, nella foto) svelava in continuazione al suo collega Sergey Savitsky, di 55 anni, la fine dei gialli che stava leggendo. Finché un giorno Savitsky si è così infuriato che non è riuscito più a trattenere la sua ira, ha preso un coltello in mano, e l’ha piantato nel petto del collega scienziato 52enne.

Tutto è accaduto lo scorso 9 ottobre. Savitsky aveva deciso di dedicarsi alla lettura di libri gialli per occupare il tempo nella remota stazione di Bellingshausen, ma il suo collega Beloguzov gli anticipava sempre il finale, rovinandogli così la suspence e l’effetto sorpresa. Dopo diversi litigi, il 55enne si è arrabbiato a tal punto che ha accoltellato il suo collega con una pugnalata al petto. Beloguzov è stato trasportato d’urgenza nell’ospedale più vicino, in Cile, dove è ricoverato in terapia intensiva, per non risultando in pericolo di vita.

I due scienziati convivevano già da quattro anni nella stessa struttura. E, secondo quanto riportato dagli investigatori, lo spoilering dei gialli è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, sebbene ad influire sul raptus aggressivo sia stata anche l’alienazione totale dalla quotidianità, ed il fatto di trascorrere le giornate in mezzo al nulla. Forse anche l’alcol ha influito in qualche misura nell’aggressione.

Il direttore dell’Arctic and Antarctic Research Institute, Alexander Klepikov, ha dichiarato alla stampa che si tratta di due scienziati professionisti che hanno lavorato da anni in quelle basi, isolati dal mondo. Si attende il responso degli investigatori per capire cosa abbia potuto veramente scatenare quel comportamento altamente aggressivo. 

La stazione di ricerca dove è avvenuto il fatto è stata creata dai sovietici nel 1968, ed è situata in una delle poche regioni temperate dell’Antartide. I ricercatori non hanno molte attività da fare durante la giornata, se non guardare due canali televisivi russi, fare ginnastica, e leggere libri e manuali della biblioteca. È presente anche una chiesa ortodossa russa, con personale ecclesiastico permanente.

Savitsky è stato trasferito a San Pietroburgo il 22 ottobre scorso, con l’accusa di tentato omicidio. Ha dichiarato che ha accoltellato il collega, ma non con l’intento di ucciderlo. Ora si trova ai domiciliari, in attesa di giudizio. Il  processo dovrebbe iniziare l’8 dicembre. Savitsky ha anche detto di essere profondamente dispiaciuto di quanto accaduto, e che sta collaborando attivamente con gli inquirenti.

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Cosa ne pensa l’autore
Beatrice Cinnirella

Beatrice Cinnirella - È proprio il caso di dire che la mente umana è proprio un "filo di capelli". Quando si è sotto stress, isolati dal mondo, la mente, secondo me, subisce un cambiamento in peggio. Aumenta l'aggressività e l'umore ne risente profondamente. Ogni piccolo turbamento diventa un problema insormontabile. Situazioni del genere possono portare ad uno stress incontrollato.

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