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Anniversario naufragio del Sewol, Corea del Sud

Accadeva il 16 aprile del 2014 il peggior naufragio mai avvenuto nelle acque territoriali della Corea del Sud dal 1993, e ad oggi si continuano a ricordare le numerose vittime di quella tragedia.

Esteri
Pubblicato il 15 aprile 2018, alle ore 23:33

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Anniversario naufragio del Sewol, Corea del Sud

Un fatto che ha scosso non solo la Corea del Sud ma tutto il mondo, avvenuto il 16 aprile del 2014 e che, a distanza di ormai quattro anni, continua ad essere ricordato come il peggior naufragio avvenuto in quelle acque dal lontano 1993. Un incidente terribile che ha toccato ulteriormente il cuore di tutti quanti a cause delle numerose vittime, e dalla giovanissima età che la maggior parte di loro aveva.

A bordo del traghetto c’erano 476 persone e solo 172 sono riusciti a sopravvivere al disastro. I morti sono stati 295 e tra le vittime sono stati nove i corpi che non sono stati mai ritrovati. A rendere questa tragedia ancora più triste, la presenza di una scolaresca all’interno del traghetto e la morte di centinaia di ragazzi in giovanissima età.

A causare il naufragio sono stati due fattori: la zona di mare percorsa troppo pericolosa, che fin dai tempi antichi ha portato l’affondamento di numerose navi ben più grandi del traghetto Sewol e, inoltre, la colpa principale è stata data al comandante che ha ceduto il timone, in quella pericolosa zona, al terzo ufficiale di appena 26 anni con nessuna esperienza alle spalle. Quest’ultimo ha compiuto una virata che ha fatto sbandare il traghetto in modo violento, spostando il carico che aveva a bordo e provocando in questo modo il naufragio.

A novembre dello stesso anno della tragedia, il comandante è stato arrestato e condannato a 36 anni di carcere per aver abbandonato la nave per primo, abbandonando il resto delle persone a morte certa. Con lui è stata arrestata anche la donna al timone durante l’incidente ed altri membri dell’equipaggio.

Ma in questo triste anniversario, ricordato con molta commozione in Corea del Sud e nel mondo intero, vogliamo dare spazio e nota ad alcune vittime che hanno voluto donare la loro vita con gesti eroici, pur di salvare più persone possibili.

Park Ji-young era un inserviente di appena 22 anni che, nonostante gli ordini dati dal comandante di non muoversi dal proprio posto nel traghetto, ha portato sulla lancia di salvataggio più persone possibili, per poi morire nel tentativo di salvarne altre.

Jung Cha-woong è uno delle giovani vittime, di appena 17 anni, che ha ceduto il suo giubbotto salva vita ad un suo compagno di scuola e amico, preso dal panico per la situazione.

Ricordiamo anche Kim Ki-woong e la sua fidanzata Jeong Hyun-seon, entrambi facevano parte dell’equipaggio, e anche loro si sono rifiutati di obbedire agli ordini del comandante decidendo così di incitare i passeggeri ad uscire dal traghetto, ma non si sono fermati a questo. I due giovani innamorati, di appena 28 anni, hanno deciso di andare nelle cabine per salvare più persone possibili, ma non hanno mai fatto ritorno.

Degna di nota anche la storia di Yeon Dae-hong, che ha mandato alla moglie un ultimo messaggio al cellulare: “la nave è inclinata, ci sono dei soldi sul conto XXX. Usali per far andare nostro figlio all’università, io devo andare a salvare i bambini, non posso più parlare, ciao“. Il corpo dell’uomo fu uno di quelli ritrovati successivamente, esattamente un mese dopo il naufragio.

Queste alcune delle storie che hanno segnato la terribile tragedia che ogni anno commuove il mondo ed i concittadini della Corea del Sud. Ci uniamo al dolore di tutte le persone che hanno dovuto dire addio ai propri cari e ai propri amici, con la voglia di ricordare sempre queste persone, gli atti eroici che hanno fatto fino al loro ultimo momento di vita, con la speranza che non vengano mai dimenticati e che situazioni come queste non si ripetano più.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Una tragedia che purtroppo non è conosciuta da tutti, che non viene ricordata e pensata come meriterebbe. Incidenti come questi ti fanno pensare tanto, ti fanno anche arrabbiare per tutte quelle cose che sarebbero potute andare diversamente, per quelle cose che si sarebbero potute fare e che avrebbero fatto la differenza. Ecco perché oltre a dover ricordare queste tragedie per il rispetto di chi non ce l'ha fatta, dobbiamo ricordarle per non commettere più gli stessi errori.

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