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Afrin: venti di guerra tra Siria e Turchia

Assad ha deciso di mandare le sue truppe in soccorso dei curdi assediati da Ankara. Nel frattempo si intensificano i bombardamenti su Ghoutha, ultima roccaforte in mano ai ribelli

Esteri
Pubblicato il 22 febbraio 2018, alle ore 16:25

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Afrin: venti di guerra tra Siria e Turchia

I siriani sembra proprio che abbiano deciso di riprendersi Afrin​: le forze filo-Assad sono infatti entrate nell’enclave curda per sostenere le Unità di difesa del popolo (Ypg) e respingere l’offensiva della Turchia lanciata circa un mese fa. 

Il governo di Ankara ha immediatamente risposto con un bombardamento di avvertimento sulla strada percorsa dalle truppe leali al leader siriano Assad. E intanto il regime siriano continua anche a martellare Ghouta Est, l’ultima roccaforte nelle mani dei ribelli, situata a est di Damasco. Si è trattato di un vero e proprio bagno di sangue: sono almeno 200 i civili uccisi nelle ultime 48 ore, tra loro 60 bambini.

È caduto quindi nel vuoto il monito del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che in Parlamento aveva proclamato “l’assedio alla città di Afrin per non permettere ai curdi di negoziare alcuna alleanza“. La decisione presa da Bashar al-Assad di intervenire alza al massimo la tensione tra Siria e Turchia e potrebbe portare al deterioramento totale dei rapporti già incrinati fra Ankara e Mosca, alleato chiave di Damasco. 

Aria di conflitto tra Ankara e Damasco su Afrin

L’offensiva delle truppe turche ad Afrin è cominciata un mese fa: il 20 gennaio Ankara ha infatti lanciato un’operazione aerea e di terra a sostegno dei ribelli siriani contro le Unità di difesa del popolo curdo (Ypg) nella regione settentrionale della Siria. La Turchia considera l’Ypg come una propaggine siriana del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), il quale è stato dichiarato fuorilegge nel 1984. Il presidente Erdogan, davanti al Parlamento, si è detto ottimista e ha dichiarato che l’operazione Ramoscello d’ulivo’ va “come previsto. Sarebbero infatti stati occupati 300 chilometri quadrati nella regione. Ad ogni modo, numerosi analisti giudicano molto lenta e faticosa l’avanzata di Ankara.

Dopo gli avvertimenti lanciati nei giorni scorsi, le forze filo-governative siriane sono adesso entrate ad Afrin per contrastare l’offensiva delle truppe di Erdogan. La Turchia ha subito risposto con alcuni bombardamenti lungo la strada percorsa dal convoglio giunto da Damasco. Erdogan aveva peraltro già comunicato al collega russo Vladimir Putin che qualsiasi sostegno dal regime siriano all’Ypg avrebbe avuto delle conseguenze. 

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Cosa ne pensa l’autore
Luca Santini

Luca Santini - Quanto sta accadendo in Siria in questi giorni mostra perfettamente la complessità della situazione. Gli interessi in gioco sono davvero molteplici e sembra davvero difficile trovare una soluzione in grado di mettere tutti i pezzi di questo complicato puzzle al loro posto. La speranza rimane quella di una risoluzione per via diplomatica in grado di scongiurare un pericoloso conflitto in grado di assumere potenzialmente delle dimensioni globali.

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