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Abusavano del figlio e lo vendevano ai pedofili sul dark web: condannati a 12 anni

Il caso ha sconvolto la Germania: il bambino è stato ripetutamente violentato e filmato mentre i pedofili reclutati online abusavano di lui. La condanna non pare proporzionata alla gravità dei reati.

Esteri
Pubblicato il 7 agosto 2018, alle ore 17:10

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Abusavano del figlio e lo vendevano ai pedofili sul dark web: condannati a 12 anni

Una vicenda agghiacciante che ha lasciato basita la Germania: marito e moglie per due anni hanno abusato del figlio di lei, arrivando a venderlo online a pedofili. La corte ha acclarato che la vittima, che adesso ha 10 anni, ha subito abusi sessuali ed è stato messo in vendita nel dark-web tra il maggio 2015 e l’agosto 2017: i due coniugi dovranno anche risarcire con 42.500 euro il bimbo e a un’altra vittima. Sono stati condannati entrambi a soli 12 anni di carcere: i pubblici ministeri avevano chiesto 14 anni e sei mesi per Taha e 13 anni e sei mesi per Lais.

Berrin Taha, 48 anni, e il suo compagno Christian Lais, 39 anni, sono stati condannati per stupro, aggressione sessuale aggravata, induzione alla prostituzione e distribuzione di materiale pedopornografico. Pubblicizzavano e vendevano rapporti sessuali on line, il bambino era divenuto semplicemente un oggetto da cedere per lucro.

L’indagine si è sviluppata grazie ad una segnalazione anonima nell’autunno del 2017. Il pervertito Lais, già condannato per pedofilia e trovato in possesso di pornografia infantile, ha confessato l’orrore perpetrato ed ha condotto gli inquirenti all’arresto dei clienti: quattro tedeschi, uno svizzero e uno spagnolo.

servizi sociali, la polizia e la magistratura tedeschi sono stati duramente attaccati per il loro operato, vista la condanna per pedofilia, Christian Lais, non doveva entrare in contatto diretto con i bambini. Lais ha chiesto alla corte di poter seguire una terapia durante la sua detenzione: l’uomo dovrà rimanere in custodia preventiva dopo aver scontato la sua pena.

Il difensore civico del governo tedesco per le violenze sessuali su minori, Joahnnes-Wilhelm Roerig, ha affermato che il caso ha messo a nudo una serie di errori di giudizio e carenze da parte delle autorità locali, statali e federali. “Occorre cambiare, lo dobbiamo a questo bambino” ha detto in riferimento alla necessità di migliorare la cooperazione tra servizi, personale e formazione. Roerig ha redatto un rapporto ufficiale su ciò che non ha funzionato, compilato assieme a giudici e personale dell’ufficio dei minori, sarà presentato a settembre e includerà un elenco di raccomandazioni per la politica futura.

Sono state condannate altre quattro persone a pene da otto a dieci anni di prigione. Javier González Diaz, uno spagnolo di 33 anni, è stato condannato a 10 anni di detenzione per aver violentato il bambino numerose volte pagando l’orribile prestazione 10mila euro.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Credo che la pena non sia adeguata, il soggetto, recidivo, non dovrebbe assolutamente più uscire dal carcere e la madre, macchiatasi di un tale orrore, dovrebbe ricevere solo un trattamento: fine pena mai. Spero con tutto il cuore che il piccolo, adeguatamente seguito da psicologi e terapeuti, possa superare le sevizie a cui è stato sottoposto.

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