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Riforma pensioni e LdB2019: con la quota 100 emerge l’ipotesi del prestito ponte per le liquidazioni pubbliche

Le ultime ipotesi riguardanti l’avvio delle pensioni anticipate all’interno della pubblica amministrazione vedono tornare ad emergere la possibilità del prestito ponte per il pagamento dei Trattamenti di fine servizio.

Economia e Finanza
Pubblicato il 23 novembre 2018, alle ore 11:12

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Riforma pensioni e LdB2019: con la quota 100 emerge l’ipotesi del prestito ponte per le liquidazioni pubbliche

Con la nuova quota 100 torna ad emergere la spinosa questione delle liquidazioni all’interno del comparto pubblico, stante che i lavoratori di settore si trovano a doversi confrontare con un pagamento differito del trattamento di fine servizio – TFS (cioè di quello che corrisponde al TFR privato). Una penalizzazione prevista a legislazione vigente e che potrebbe però essere aggirata grazie ad un accordo con il sistema bancario.

Nel fatti, l’intento dell’esecutivo è di garantire a chi dovesse optare per il prepensionamento di ricorrere ad un anticipo bancario del TFS, con il vantaggio che i costi per gli interessi sarebbero corrisposti dall’apparato statale. Diversamente, i lavoratori devono attendere dai 15 mesi  (12 mesi + 3 ulteriori mensilità) ai 27 mesi (24 mesi + 3 ulteriori mensilità) per poter ricevere la propria liquidazione.

Uscite anticipate e quota 100: si studia la soluzione per il Tfs

Stante il quadro appena delineato, è chiaro che il prestito ponte ipotizzato dall’esecutivo potrebbe essere una soluzione win – win per garantire il diritto a tempi corretti per la ricezione della liquidazione nel pubblico ed allo stesso tempo contenere i costi rispetto alle necessità di bilancio. Anche per questo motivo l’ipotesi sarebbe al vaglio per una sua applicazione a tutta la macchina della PA a partire dal 2019.

Bisogna inoltre ricordare che proprio l’avvio della quota 100, insieme ai pensionamenti ordinari già scadenzati per il prossimo anno, potrebbe produrre un maxi esodo in grado di interessare decine di migliaia di lavoratori pubblici e quindi di avere un impatto stimato nelle spese per i Tfs del comparto superiore ai 4 miliardi di euro.

Anche per questo motivo una decisione sulla vicenda è comunque attesa nel breve termine. È implicito infatti che grazie alle convenzioni bancarie si potrebbe superare un problema annoso all’interno della pubblica amministrazione, visto che la questione è oggetto di diversi ricorsi per disparità davanti alla Corte Costituzionale.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - L’ipotesi di ricorrere ad un anticipo bancario a costo zero per il pagamento del trattamento di fine servizio ai lavoratori pubblici che aderiranno alla quota 100 sembra essere una soluzione in grado di accontentare tutti, ponendo fine ad un differimento nel pagamento che colpiva ingiustamente i dipendenti della pubblica amministrazione.

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