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Reddito di cittadinanza 2019: fondi sufficienti, prevista collaborazione con patronati e Caf

Il nuovo reddito di cittadinanza dovrebbe partire da aprile: nel frattempo, il Governo avvia un progetto di collaborazione con patronati e Caf per il loro ruolo strategico.

Economia e Finanza
Pubblicato il 5 novembre 2018, alle ore 13:40

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Reddito di cittadinanza 2019: fondi sufficienti, prevista collaborazione con patronati e Caf

Il reddito e le pensioni di cittadinanza saranno discussi in Parlamento dal prossimo 6 novembre, quando inizierà l’iter di verifica della Manovra 2019, presso la Commissione bilancio della Camera. Nel frattempo, continuano però ad emergere nuovi dettagli in merito ai suoi meccanismi di funzionamento, come nel caso delle modalità e delle istruzioni che i potenziali beneficiari dovranno seguire per poter avviare le pratiche utili a ricevere il sussidio.

Proprio in tal senso, è intervenuta di recente Laura Castelli, Sottosegretario all’Economia, chiarendo che un ruolo importante in questo senso lo avranno i patronati ed i centri di assistenza fiscale. Il Governo ha infatti intenzione di coinvolgere gli enti convenzionati con l’Istituto pubblico di previdenza, al fine di rendere più agevole la burocrazia che riguarderà il provvedimento. D’altra parte, gli stessi risultano già legati anche all’Anpal, la quale si occuperà delle questioni riguardanti le politiche attive verso la ricerca di un nuovo impiego, alle quali dovranno partecipare i percettori.

Reddito di cittadinanza, ecco perché secondo il Governo i fondi saranno sufficienti

In merito invece alla questione delle coperture, secondo l’esecutivo, le risorse stanziate all’interno della legge di bilancio 2019 risulteranno pienamente sufficienti, visto che il reddito di cittadinanza sarà calibrato sulla base del coefficiente familiare. Un parametro che va da 1 ad 1,5 e che può arrivare fino a 1170 euro al mese nel caso di un nucleo composto da cinque persone.

L’obiettivo evidenziato è quello di evitare che eventuali richiedenti possano beneficiarne in maniera impropria, motivo per il quale sarà previsto anche un coinvolgimento dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di finanza. Un lavoro che sarà svolto anche grazie all’incrocio delle diverse banche dati con quella dell’Inps, che si occuperà effettivamente di erogare il beneficio. Anche in questo senso, il reddito di cittadinanza potrebbe risultare un cambio di paradigma rispetto al passato, visto che sarà necessario un lavoro corale da parte della pubblica amministrazione. Non a caso, il Sottosegretario Castelli evidenzia “la volontà di mettere insieme tutti i soggetti (istituzionali) coinvolti”.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - L’avvio del reddito di cittadinanza sembra destinato a rivoluzionare non solo il rapporto tra cittadino e welfare, ma anche il modo di lavorare della pubblica amministrazione. Le verifiche a posteriori sui richiedenti andranno infatti a coinvolgere le banche dati presenti in numerosi uffici pubblici; un’operazione di condivisione già tentata in passato, ma che finora non sembra essere riuscita a dare risultati eccellenti. Vedremo entro pochi mesi se i risultati saranno coerenti con le aspettative.

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