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Reddito di cittadinanza 2019, ecco come sta cambiando

Dagli ultimi aggiornamenti in arrivo sul reddito di cittadinanza si registrano importanti decisioni da parte del Governo in merito a sgravi per le imprese, rimodulazioni per i figli e bonus ai tutor dei centri per l’impiego.

Economia e Finanza
Pubblicato il 27 novembre 2018, alle ore 16:15

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Reddito di cittadinanza 2019, ecco come sta cambiando

Le ultime notizie derivanti dal confronto governativo con Bruxelles hanno confermato l’impostazione generale del nuovo reddito di cittadinanza in avvio nel prossimo anno, ma in merito ai dettagli continuano ad emergere novità e aggiornamenti di cui può essere utile tenere conto. In alcune sue recenti dichiarazioni il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha infatti confermato che l’impostazione del provvedimento sarà particolarmente indirizzata a garantire un meccanismo di sviluppo e formazione per chi si trova in stato di inoccupazione o disagio lavorativo, indipendentemente dalla giovane età.

Tra le conferme si evidenziano invece gli importi, che corrispondono ad un assegno mensile di 780,00 euro con il ricorso all’Isee per la valutazione dei criteri di accesso, stante una soglia massima fissata per l’indicatore a 9360,00 euro l’anno. A questa impostazione generale si sono però aggiunti nelle ultime ore i dettagli riguardanti il ruolo delle imprese, il reperimento delle coperture e le rimodulazioni per chi ha figli a carico.

Reddito di cittadinanza: cosa cambia 

Entrando nel merito delle questioni appena riportate, bisogna innanzitutto rilevare che il reddito di cittadinanza potrebbe accompagnarsi ad una politica di sgravi per le aziende, prevedendo così il coinvolgimento delle attività produttive. In particolare, si studia la possibilità che in caso di assunzione le imprese possano vedersi riconosciute fino a tre mensilità di reddito, che salgono a sei mesi in caso di assunzioni rivolte al genere femminile.

Per quanto concerne invece i richiedenti con figli a carico, si ipotizza una rimodulazione del reddito di cittadinanza in modo tale da garantire il 20% per ogni figlio (cioè 156 euro al mese), mentre nel caso in cui risulti a carico il coniuge si avrebbe una valenza del 40% (cioè 312 euro al mese).

Infine, per agevolare i risultati derivanti dalla ricerca attiva di un nuovo impiego per i percettori del reddito di cittadinanza si sta pensando anche alla creazione di un bonus dedicato ai tutor dei centri per l’impiego, che avranno il compito di guidare il percettore dell’assegno di welfare verso la ricerca del lavoro. Ultimo ma non meno importante è invece il capitolo delle coperture, con le nuove ipotesi che stimano il possibile avvio del sostegno a partire da aprile. Uno slittamento che potrebbe garantire risparmi per due miliardi di euro.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Gli ultimi dettagli emersi in merito al reddito di cittadinanza evidenziano la decisione del Governo di puntare sull’inclusione attiva dei richiedenti, coinvolgendo maggiormente sia i tutor dei centri per l’impiego che le imprese presenti sul territorio. La formula sembra quindi evolvere da misura di contrasto alla povertà verso uno strumento di formazione e reinserimento degli inoccupati.

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