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Problemi per NTV Italo. Treni a rischio sopravvivenza

La società di Italo potrebbe mettere in mobilità 300 dipendenti su un totale di 1000 unità. I manager sostengono: "Penalizzati dall'aumento dell'energia". Gasparri sarcastico: "Sono quasi falliti, attenti a comprare i biglietti"

Economia e Finanza
Pubblicato il 2 settembre 2014, alle ore 11:16

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Problemi per NTV Italo. Treni a rischio sopravvivenza

Crisi profonda anche per NTV ITALO: la società fondata nel 2006 da Luca di Montezemolo, Diego Della Valle, Gianni Punzo e Giuseppe Sciarrone per battere la concorrenza con Trenitalia sull’alta velocità ferroviaria, potrebbe mettere in mobilità il 30% dei dipendenti, ovvero 300 operai su un totale di mille unità. Un taglio che, nel caso si verifichi, avrà certamente conseguenze negative sulla efficienza dell’azienda.

Le perdite di NTV (Nuovo trasporto viaggiatori) sono arrivate a 156 milioni in due anni, con un debito totale che ammonta a 781 milioni di euro e un capitale che solo nei primi tre mesi dell’anno si è ridotto di un terzo. Negli ultimi due anni i passeggeri sono passati da due milioni a 6,2 milioni, ma ciò non ha fatto diminuire i problemi. La stangata è arrivata, secondo i manager, dopo la guerra provocata dai prezzi di Trenitalia e la mancanza di un’Authority di settore. Poi è arrivato il decreto competitività del ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, che ha messo fine al regime tariffario agevolato, in vigore dal 1963, con un incremento dell’energia e un aumento dei costi pari a 15-20 milioni l’anno, a partire dal 2015. Un aumento di spese che l’azienda è impossibilitata a sostenere, visto che già sborsa 120 milioni l’anno per l’accesso alla rete.

La Guidi, nonostante NTV abbia tentato di farle cambiare idea, è stata irremovibile, e questo ha fatto incrinare i rapporti tra Della Valle e il ministro. Il primo ha dichiarato che vi sono “persone incompetenti e inesperte” a guidare lo Sviluppo e la seconda ha definito Mr. Tod’sun grande imprenditore che qualche volta fa l’opinionista”.

NTV è stata costretta a rivedere i contratti con i fornitori, tagliare gli stipendi ai dirigenti e ad applicare i contratti di solidarietà. A negoziare il debito con istituti creditori, che ha in testa Intesa, sarà la banca d’affari Lazard. Adesso è venuto il momento di tagliare l’organico, ma occorrono ugualmente nuovi capitali e l’appoggio della politica. Ecco invece come esordisce il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri: “Siete quasi falliti, rischioso comprare i biglietti venduti da NTV”. La società replica dicendo che il suo messaggio appartiene alla vecchia politica, che al mercato aperto preferisce il mercato protetto.

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