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Pensioni più basse dal 2019: ecco come e perché si riducono con i nuovi coefficienti

Dal prossimo anno le pensioni degli italiani si trovano a confrontarsi con una riduzione degli assegni dovuta all'applicazione dell'adeguamento all'aspettativa di vita. Ecco perché si prevedono cali superiori all'1% per i nuovi assegni liquidati nel 2019.

Economia e Finanza
Pubblicato il 11 giugno 2018, alle ore 23:03

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L’adeguamento alla speranza di vita torna a colpire i futuri assegni. La sua conferma in legge di bilancio ha infatti portato all’incremento di cinque mensilità nei criteri anagrafici e contributivi utili per maturare l’assegno nel 2019, ma per lo stesso motivo sono destinati a scendere anche gli importi versati in favore dei futuri pensionati (visto che saranno pagati per un lasso di tempo superiore). È questo il meccanismo alla base della nuova stretta in arrivo sul comparto.

La conseguenza di quanto appena descritto è che i coefficienti di conversione applicati ai montanti previdenziali per calcolare l’importo dell’assegno dal prossimo anno risulteranno inferiori rispetto a quanto non avveniva sin dallo scorso 2016. Così, ad esempio, chi ottiene l’agognata quiescenza ai 67 anni di età si vedrà applicato un coefficiente del 5,6004% contro il 5,7% attualmente in corso di validità. Una differenza che su un montante di 200000,00 euro può voler dire oltre 150,00 euro in meno l’anno.

Da tenere presente però che tale sistema si applica solo alla quota contributiva della pensione, cioè agli anni di lavoro successivi al 2012. Oppure a coloro che si trovano inseriti all’interno del sistema contributivo puro, dove il calcolo dell’assegno avviene totalmente sulla base dei coefficienti di conversione in rendita.

L’elenco completo dei nuovi coefficienti è contenuto all’interno del decreto ministeriale emanato al riguardo dal Ministero del Lavoro e da quello dell’Economia lo scorso 15 maggio 2018 e pubblicato successivamente in Gazzetta Ufficiale. Nel testo è riportata, in particolare, una tabella con i nuovi parametri da considerare per il calcolo della pensione dal 2019.

Resta il fatto che il tema dell’aspettativa di vita nella parte finale della scorsa legislatura è stato al centro di un ampio dibattito politico e di un acceso confronto con i sindacati, pertanto è prevedibile che tale questione potrebbe riemergere anche all’interno della discussione riguardante la prossima riforma previdenziale.

Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - L'adeguamento all'aspettativa di vita è stato oggetto di accese discussioni tra Governo e Organizzazioni Sindacali nel corso dell'ultima legislatura. Il vincolo non ha cessato di produrre i propri effetti e prevede in futuro nuovi aggiornamenti su base biennale, perciò ritengo elevata la probabilità che il tema rientri all'interno delle prossime discussioni sulla riforma pensionistica verso la quale si muove il nuovo Governo.

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