Iscriviti

Pensioni, i dati Inps registrano il peso della Fornero: dal 2012 riduzione vicina al 4%

I nuovi dati in arrivo dall’Istituto pubblico di previdenza mettono in evidenza la rigidità e le contraddizioni del nostro sistema previdenziale: in cinque anni, pensionamenti giù del 3,9%.

Economia e Finanza
Pubblicato il 5 dicembre 2018, alle ore 18:51

Mi piace
3
0
Pensioni, i dati Inps registrano il peso della Fornero: dal 2012 riduzione vicina al 4%

Si parla spesso del costo delle pensioni rispetto al bilancio pubblico, ma c’è un altro “costo” che può essere valutato dopo l’approvazione della riforma risalente al 2011, e riguarda i mancati pensionamenti che si sono realizzati attraverso l’irrigidimento dei requisiti di uscita dal lavoro. A registrare in termini numerici l’effetto della riforma Fornero è infatti l’Inps, che ha recentemente rilasciato i dati riguardanti il periodo compreso tra il 2012 ed il 2017.

In numeri, il totale complessivo degli assegni pensionistici vigenti nel 2012 corrisponde a 17.224.961 mentre nel 2017 il numero si è ridotto a 16.560.776: dalla semplice sottrazione aritmetica emerge che si sono persi oltre 660 mila assegni nel corso del quinquennio.

Gli altri dati emersi dal nuovo rapporto prodotto dall’Inps

Stante la situazione generale appena descritta, dall’analisi, delle pieghe dei conti emergono ulteriori dettagli in grado di offrire una valida rappresentazione di come funzioni attualmente il nostro sistema pensionistico pubblico. Si parte dagli importi erogati in favore dei pensionati per la pensione di vecchiaia, differenziabili in base alla tipologia di gestione.

Ai dipendenti privati sono andati in media 1170 euro per gli uomini e 858 euro per le donne, mentre gli ex dipendenti pubblici percepiscono in media 2456 euro nel primo caso e 1748 euro nel secondo. Le cose vanno decisamente peggio per gli autonomi, con 858 euro agli uomini e 629 euro alle donne, mentre ai parasubordinati vanno 1142 euro per i pensionati e 705 euro per le pensionate.

Un’ultima statistica riguarda le pensioni d’invalidità, con un’incidenza al Sud e nelle Isole tripla rispetto a quanto non avviene nel Nord Italia. In particolare, al Nord vi sono 2,4 assegni ogni 100 abitanti, mentre nel Centro Italia il dato sale a 3,2 assegni sulla stessa base, per arrivare a toccare il 6,7% nel Sud. Complessivamente le indennità di accompagnamento hanno registrato un leggero aumento a +0,8% nel 2017, assestandosi a 2.113.287.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - La riforma delle pensioni nota come legge Fornero risale ormai al lontano 2011, ma il trascorrere degli anni ha registrato l’impatto del provvedimento e l’irrigidimento dei requisiti ordinari di quiescenza, producendo una diminuzione del numero dei pensionati. Anche per questo motivo, appare facile comprendere perché oggi il tema della flessibilità previdenziale appaia tanto dibattuto.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!