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Pensioni flessibili e quota 100: assegni più bassi fino al 20%

Sulle nuove pensioni flessibili tramite la quota 100 i lavoratori sono chiamati ad una scelta attenta per via dei tagli sugli assegni rispetto alla quiescenza ordinaria.

Economia e Finanza
Pubblicato il 2 dicembre 2018, alle ore 13:05

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Pensioni flessibili e quota 100: assegni più bassi fino al 20%

I nuovi pensionamenti anticipati tramite la quota 100 promettono di garantire un anticipo fino a 5 anni rispetto all’uscita ordinaria con la pensione di vecchiaia (fissata a 67 anni di età), ma il prezzo da pagare potrebbe essere elevato e nei casi peggiori arrivare ad un taglio corrispondente ad un quinto del futuro assegno.

É questo il principale elemento di preoccupazione per chi sa di poter centrare i requisiti di accesso suggeriti all’interno della legge di bilancio 2019, fissati ad almeno 62 anni di età e 38 anni di contribuzione. D’altra parte, proprio sulle ipotesi di mera convenienza si basano le valutazioni dell’esecutivo in merito al fatto che solo una parte della platea dei potenziali aderenti vorrà effettivamente dare seguito all’opzione di prepensionamento.

Pensioni anticipate 2019 e assegno light

Sulla base di questo scenario è comunque utile fare una premessa. Il calcolo da effettuare per comprendere a quanto a monterà il futuro assegno dipende dai coefficienti di conversione applicati ai contributi e dai mancati versamenti che invece si sarebbero effettuati rimanendo sul posto di lavoro. Pertanto, la stima non può essere improvvisata dal pensionando. È quindi indispensabile rivolgersi all’INPS o ad un patronato per avere delle stime certe sulla questione.

Per quanto riguarda le ultime ipotesi di scuola, si parla di un taglio minimo attorno al 15% e massimo al 22%. Percentuali sulle quali si tiene conto anche dell’applicazione di un IRPEF inferiore (qualora il contribuente non abbia altri redditi da sommare a quelli di stampo previdenziale).

Le stime derivano dalle ultime proiezioni dei sindacati ed in particolare della Cisl, che ha messo in evidenza nelle scorse ore come la quota 100 sia destinata principalmente ai lavoratori con una lunga carriera contributiva, escludendo però i lavoratori precoci (per via del vincolo anagrafico) e quelli più deboli (come nel caso delle donne e dei giovani). Allo stesso tempo, condizioni di uscita dal lavoro più complicate sembrano potersi delineare anche per la pubblica amministrazione.

In merito alla questione bisogna però ricordare che chi uscirà prima avrà effettivamente un assegno più basso, ma lo percepirà mediamente per un periodo più lungo. Una consolazione che forse non farà la differenza nei casi in cui l’importo della pensione sia poco coerente con il tenore di vita del potenziale richiedente, ma che potrà avere il suo peso nella logica complessiva del sistema.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - I nuovi pensionamenti anticipati tramite la quota 100 sono attualmente alla prova della verifica parlamentare, ma il riscontro più importante sarà quello riguardante l'effettivo interesse da parte dei lavoratori. Per capire se rappresenterà davvero una misura efficace bisognerà infatti attendere i dati del 2019 sul flusso delle richieste di quiescenza.

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