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Pensioni: ecco cosa fare se la 14sima non è arrivata

Quattordicesima non arrivata per "un disguido nella raccolta dei dati relativi ai redditi dei pensionati". Rimediabile con la ripresentazione della domanda aiutati da 50&PiùEnasco

Economia e Finanza
Pubblicato il 31 agosto 2018, alle ore 01:48

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Pensioni: ecco cosa fare se la 14sima non è arrivata

Il pensionato che pur avendo diritto alla quattordicesima non l’ha ricevuta, non deve pensare che l’Inps pagherà prima o poi, ma deve cercare aiuto in un patronato per presentare la domanda di “ricostituzione reddituale per quattordicesima“. Il suggerimento è dato da 50&Più Enasco, un istituto di patronato e di assistenza sociale presente su tutto il territorio nazionale e in grado di offrire gratuitamente la propria competente assistenza nella compilazione delle varie tipologie di pratiche riguardanti le prestazioni erogate dall’Inps.

Secondo quanto lo stesso Istituto Previdenziale ha riferito “il problema sarebbe attribuibile a un disguido nella raccolta dei dati relativi ai redditi dei pensionati pervenuti allo stesso ente previdenziale da parte dell’Agenzia delle Entrate”. Il disguido avrebbe provocato alcune incertezze riguardanti la situazione ‘reddituale’ dei pensionati e per questo motivo si è reso necessario l’intervento dei patronati per la compilazione della domanda “di ricostituzione della pensione” da presentare all’Inps di competenza.

E’ questa l’unica strada percorribile per il pensionato al fine di ottenere ciò che di diritto e automaticamente gli sarebbe spettato, ossia “la riliquidazione della pensione con decorrenza dalla data in cui ha maturato il diritto alla prestazione aggiuntiva“, come si legge in adnkronos.com. Al pensionato spetta la quattordicesima riguardante l’anno di presentazione della domanda e gli arretrati per gli anni pregressi a partire da quando, avendone diritto, è stata presentata all’Inps la richiesta.

L’unico limite di erogazione da parte dell’Inps è dato dal “tempo”, ossia il pensionato ha diritto a recuperare quanto gli appartiene solo entro i 5 anni dall’istanza. Nella lettera in cui l’istituto previdenziale comunica di aver accolto la pratica, non c’è alcuna motivazione o riferimento per poter recuperare le restanti somme.

Il pensionato – spiega 50&PiùEnasco – che rischia di non percepire 2.520,00 euro di arretrati, dovrà perseguire la strada – suggerita dagli stessi organi interni – del ricorso amministrativo nei confronti dell’Inps e, se con esito negativo, dovrà rivolgersi all’autorità giudiziaria, risoluzione possibile se non sono passati tre anni dalla decisione del ricorso da parte dell’Inps.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Mi è un po' difficile capire come un pensionato debba mettersi "in strada" per compilare pratiche dovute ad errori di raccolta dati. Prendo come riferimento un anziano solo che fa fatica a muoversi e a volte a comprendere quanto deve fare per ottenere ciò che gli spetta. I patronati gratuiti fanno un lavoro incredibile, a questi batto le mani!

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