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Pensioni e reddito di cittadinanza 2019: per le minime c’è il rischio di un intervento molto limitato

Arrivano le prime valutazioni in merito alle pensioni e agli assegni di cittadinanza, ma per gli assegni più bassi si prospettano aumenti poco incisivi e non generalizzati.

Economia e Finanza
Pubblicato il 13 novembre 2018, alle ore 20:30

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Pensioni e reddito di cittadinanza 2019: per le minime c’è il rischio di un intervento molto limitato

Con l’avvio delle pensioni e del reddito di cittadinanza il nuovo Governo giallo-verde si prepara a ripensare profondamente il sistema di welfare pubblico, promettendo al contempo di rilanciare l’economia del Paese. Purtroppo i primi riscontri in arrivo dai tecnici su questa vicenda non sembrano particolarmente floridi e lasciano qualche dubbio soprattutto in merito alla questione degli assegni minimi, cioè degli emolumenti destinati a coloro che hanno versato pochi contributi e che quindi possiedono pensioni di importo molto basso.

Questi percettori si attendevano ovviamente dal reddito di cittadinanza un sostegno importante per poter affrontare con maggiore serenità la propria situazione di disagio. Nonostante ciò, i potenziali aventi diritto all’incremento degli assegni fino a 780 euro al mese potrebbero essere in pochi, perlomeno a giudicare dal quadro dei requisiti stringenti che si sta delineando.

Pensioni di cittadinanza: c’è il rischio di avere una platea ridotta

Sulla vicenda degli assegni di cittadinanza il rischio effettivo è che i requisiti risultino eccessivamente stringenti affinché possa beneficiarne l’intera platea dei 3 milioni di pensionati minimi a cui si è fatto riferimento durante la campagna elettorale. Nella pratica i futuri percettori potrebbero ridursi a circa 500mila persone, un numero comunque elevato ma di certo distante rispetto alle proiezioni iniziali. Ad influire in modo particolarmente stringente sarebbe l’applicazione dell’ISEE, che dovrebbe estendere i criteri reddituali e patrimoniali dal singolo a tutto il nucleo familiare. Ma la questione risulta evidente anche quando si analizzano le coperture destinate al provvedimento, stante che rispetto ai quasi 9 miliardi di euro destinati al reddito di cittadinanza, solo un decimo di questa cifra verrà impiegata in favore delle pensioni più basse.

Ne risulta che i pensionati potrebbero ottenere in media appena 138 euro di incremento al mese, con un assegno che passerà (solo per una parte della platea) dalle attuali 507 euro circa alle 645 euro. Una cifra distante dalle 780 euro del reddito di cittadinanza, anche in virtù degli ulteriori vincoli previsti (come nel caso delle trattenute effettuate a chi possiede una casa di proprietà). Insomma, prima di avere aspettative elevate sarà bene verificare con cura la propria posizione rispetto ai criteri di fruizione che si stanno delineando e che risultano quindi in corso di approvazione con la legge di bilancio 2019.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Con l’avvio del reddito e delle pensioni di cittadinanza si prospetta un intervento di welfare che dovrebbe andare a sostenere anche i cittadini che percepiscono gli assegni più bassi, ma il provvedimento non sarà comunque universale. Per poter beneficiare del sostegno sarà infatti necessario rientrare all’interno di specifici parametri familiari, un vincolo che ne limiterà l'impatto rispetto alla platea ipotizzata inizialmente.

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