Pensioni contributive: nel 2036 un insegnante, dopo ben 40 anni di lavoro, incasserà solo 1200 euro (1 di 2)

Economia e Finanza
Pubblicato il 3 settembre 2018, alle ore 13:01

Pensioni contributive: nel 2036 un insegnante, dopo ben 40 anni di lavoro, incasserà solo 1200 euro

E’ impossibile non farsi questa domanda: i ragazzi di oggi, tutti i 30enni ed i 40enni che stanno lavorando oggi, avranno una pensione? Ma soprattutto qual è la somma che incasseranno quando avranno raggiunto l’età pensionabile?

Negli ultimi anni, il governo italiano ha cercato in ogni modo di riformare il settore delle pensioni per dare un po’ di respiro alle casse dell’INPS che hanno parecchia difficoltà ad emettere ogni mese l’assegno ai pensionati italiani. Ma cosa sta accadendo nel dettaglio?

Pensioni contributive: nel 2036 un insegnante, dopo ben 40 anni di lavoro, incasserà solo 1200 euro

Stando a quanto riportato da Corriere.it in un suo approfondimento sul tema con Milena Gabanelli e Massimo Sideri, nel 2017 l’Inps ha incassato 227 miliardi di contributi ma nel 2018 dovrà spenderne 265 miliardi di euro per pagare i circa 13,5 milioni di pensionati. La differenza, pari a 38 milioni elargiti per agevolazioni e sostegno al reditto, dovrà essere sborsata dallo Stato.

Alcuni esempi fanno però emergere dei dati allarmanti che dovrebbero far riflettere tutti su quanto sia delicata la situazione attuale ma soprattutto quella futura.

Pensioni contributive: nel 2036 un insegnante, dopo ben 40 anni di lavoro, incasserà solo 1200 euro

Un impiegata che ha prestato servizio per 40 anni, oggi può andare in pensione con 1550 euro mensili in funzione del sistema retributivo. Nel 2036, invece, sperando di aver avuto la fortuna del posto fisso a non più di 27 anni, potrà andare in pensione a 67 anni con 1200 euro (tenendo anche conto della rivalutazione dello stipendio nel tempo).

Dati sconcertanti che diventano preoccupanti se analizziamo un altro dato che fa luce sull’attuale situazione lavorativa dei giovani.