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Pensioni anticipate, si valuta la Quota 42 come compromesso tra flessibilità e tenuta dei conti

Allo studio dell'esecutivo la possibilità di andare verso un meccanismo di pensionamento anticipato tramite la quota 42, agevolando al contempo i requisiti utili per poter ottenere la quiescenza con la nuova quota 100.

Economia e Finanza
Pubblicato il 17 luglio 2018, alle ore 22:59

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Pensioni anticipate, si valuta la Quota 42 come compromesso tra flessibilità e tenuta dei conti

Ritorna in auge la possibilità di far slittare (seppure di poco) il requisito contributivo utile per accedere alla nuova quota 42 (per la quale inizlalmente le ipotesi suggerivano 41 o 41,5 anni di versamenti). È quanto emerge dalle ultime indiscrezioni tecniche della stampa specializzata, che spiega quali sono i calcoli in corso e le relative stime di costo in vista della prossima legge di bilancio.

Proprio l’avvicinarsi della Manovra 2019 rende infatti i tempi più stringenti, tanto che ormai la bozza di riforma del sistema previdenziale e di superamento della legge Fornero deve necessariamente prendere forma anche nei dettagli. Il Governo starebbe quindi valutando di aprire ad un maggiore coordinamento tra le diverse parti interessate dal provvedimento, ovvero il Ministero del Lavoro, delle Finanze e la Presidenza del Consiglio, oltre a tutti i tecnici che ovviamente dovranno collaborare alla stesura del provvedimento.

L’obiettivo del coordinamento e le nuove ipotesi di riforma del settore previdenziale

Grazie al nuovo meccanismo di coordinamento dovrebbe divenire più semplice comprendere quale strada risulta maggiormente fattibile non solo a livello politico, ma anche a livello tecnico, per poter raggiungere l’obiettivo di flessibilizzare il comparto previdenziale. È chiaro che al momento il capitolo più difficile continua a restare quello dei costi.

L’ipotesi di una nuova quota 41 deriverebbe proprio dalla necessità di garantire un risparmio di risorse rispetto alle ipotesi iniziali, ma anche di calmierare i vincoli ed i paletti che dovrebbero inevitabilmente essere applicati alle altre opzioni di flessibilità, come nel caso della nuova quota 100.

Pensioni anticipate, in arrivo requisiti meno rigidi per la nuova quota 100?

Stante la situazione appena descritta, la questione non secondaria sarebbe da individuare nel requisito anagrafico da maturare per poter ottenere la nuova quota 100. Nelle ultime ipotesi si parla di un’età non inferiore ai 64 anni anni, con costi che potrebbero arrivare a superare oltre i 10 miliardi di euro l’anno a regime. 

Elementi che hanno reso non solo più complicato del previsto arrivare ad una definizione delle nuove misure, ma che hanno acceso anche la dialettica con l’Inps e con i tecnici di settore in merito alla necessità di preservare la sostenibilità dei conti pubblici al fine di garantire il pagamento degli assegni nel lungo termine.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Le ultime ipotesi sulle opzioni di flessibilità previdenziale in arrivo dalla stampa specializzata dimostrano che l'attuale discussione si è incagliata sulle stime di costo da sostenere al fine di avviare il superamento della legge Fornero. È chiaro che una soluzione in grado di accontentare tutti i lavoratori potenzialmente coinvolti sembra difficile da ottenere, pertanto non stupisce la ricerca di un compromesso rispetto alle tante istanze appena delineate.

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