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Pensioni anticipate, secondo la corte dei conti non c’è spazio per correggere la Riforma Fornero

Sulle pensioni arriva un nuovo intervento della Corte dei Conti, che mette in guardia contro un allentamento della legge Fornero: i conti non concedono spazio per la flessibilità in uscita dal lavoro.

Economia e Finanza
Pubblicato il 12 luglio 2018, alle ore 16:57

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Pensioni anticipate, secondo la corte dei conti non c’è spazio per correggere la Riforma Fornero

Dalla Corte dei Conti arriva un nuovo monito rispetto alla possibilità di realizzare nuovi interventi di flessibilità previdenziale. Una considerazione che basa le proprie motivazioni sulla necessità di garantire la tenuta dei conti nel lungo termine, ma che pone anche non pochi interrogativi rispetto alle modalità con cui il nuovo Governo dovrà dare seguito alle promesse elettorali.

Certamente la situazione non appare semplice. Lo dimostra il fatto che le valutazioni dell’esecutivo in merito alle strategie da adottare per allentare la rigidità dei criteri di pensionamento pubblici proseguono ormai da settimane, senza che si possa arrivare ad un punto fermo in merito ai dettagli dell’operazione. D’altra parte, il pressing dei tecnici prosegue senza sosta e trova un’ulteriore conferma nel Rapporto 2018 sul coordinamento della Finanza pubblica.

Il monito sulle pensioni: le politiche di oggi hanno conseguenze sul domani

L’ultimo organismo in ordine di tempo ad esprimere una particolare attenzione verso il comparto previdenziale è proprio la Corte dei Conti, che ha presentato presso la Camera dei Deputati un nuovo dossier sulla finanza pubblica. Al suo interno, la sostenibilità del settore pensionistico è indicato come un fattore “cruciale” per non creare “debito aggiuntivo”.

I tecnici invitano quindi alla prudenza nell’ipotizzare un allentamento della legge Fornero. Una manovra di cui si riconosce il brusco impatto sui criteri di pensionamento, ma che è stata imposta dalla “virulenza della crisi sovrana“. Proprio per evitare nuove complicazioni, i tecnici suggeriscono di “preservare i miglioramenti” che sono derivati dagli interventi approvati negli ultimi anni.

Il sistema previdenziale si trova a confrontarsi con l’invecchiamento della popolazione

Vi è poi una ulteriore considerazione che spinge la Corte dei Conti alla prudenza. L’Italia si troverà infatti ad affrontare nei prossimi anni un rapido invecchiamento della popolazione, con la conseguenza di mettere ulteriormente sotto pressione i conti pubblici. Anche per questo, concludono i tecnici, è importante sfruttare l’opportunità del favorevole contesto macroeconomico che sta caratterizzando questi anni, al fine di mettere in sicurezza il debito pubblico e quindi anche la sostenibilità del sistema previdenziale.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Ancora una volta il problema della rigidità in uscita dal lavoro si scontra con la necessità di garantire adeguate coperture ai provvedimenti in corso di approvazione. In questo senso, il nuovo richiamo della Corte dei Conti rappresenta un ulteriore monito alla necessità di approvare misure in grado di garantire nuovi meccanismi di prepensionamento preservando al contempo la stabilità del sistema previdenziale nel lungo termine. Al nuovo Governo spetterà trovare la soluzione a quello che appare come un rebus tutt'altro che scontato da risolvere.

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